PROGETTO PACE NEL MONDO

PROGETTO PACE NEL MONDO

EUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE

La pace non si improvvisa: deve essere INSEGNATA

L’indole comportamentale di un individuo, e quindi di popolo, deriva da contingenze socio-ambientali sempre condizionate da fattori genetici, ma modificabili dallo stile di vita. Se l’indole di una persona, e quindi di un popolo, è malleabile, modificando le sue esigenze vitali, condizionati dalla mente e dalla coscienza individuale, se ne deduce che tramite l’educazione, l’azione informatrice e formatrice, è possibile inclinare l’individuo verso comportamenti positivi o negativi, la durezza o la sensibilità del cuore, la propensione al contrasto o all’intesa. Ma limitarsi a parlare di pace non si ha alcun vantaggio, alcun mutamento nell’indole dell’individuo, se non si tramuta in un linguaggio formativo, educativo, evidenziando i suoi benefici come i danni che ne derivano dalla sua assenza.

L’animo umano è terreno fertilissimo su cui può germogliare qualunque seme gettato. Se un popolo è educato all’odio, alla violenza, al disprezzo dell’altro, alla legge del forte sul debole, al fine che giustifica i mezzi quel popolo inevitabilmente sarà incline all’odio, alla violenza, al disprezzo dell’altro, alla legge del forte sul debole, al fine che giustifica i mezzi. Ma se un popolo viene EDUCATO alla concordia, alla pace, alla condivisione delle necessità vitali dell’altro e ai valori fondamentali della Vita, al rispetto e alla valorizzazione delle diversità, al dialogo non alla forza, alle virtù morali non al vizio, alla mitezza non alla competizione, al valore dell’integrazione non dell’esclusione, allora quel popolo sarà inevitabilmente incline all’amore verso il prossimo e verso tutto ciò che vive.

Oggi non vi è insegnamento filosofico, dottrinale, religioso, pedagogico che non cada nella trappola della cultura sintomatologica e antropocentrica, e questo è ciò che preclude la cultura delle cause, del senso critico e la vera liberazione umana dalla tirannia del Potere che vuole l’umanità debole, ignorante, malata e violenta. Non esiste istituzione preposta a promuovere lo sviluppo della vera sensibilità umana, la sfera della compassione universale. Non è sufficiente parlare di amore, di giustizia, di rispetto, di lealtà senza programmi di formazione allo scopo di farli sviluppare nel cuore e nella mente dell’uomo: un fatto è parlare della luce un altro è vedere.

Il solo modo di accelerare questo processo evolutivo può venire solo dalla volontà unanime di educare i popoli al: superamento della visione antropocentrica; all’adozione su scala mondiale dell’alimentazione vegetale; alla valorizzazione ed il rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni. Quando tutti i capi di Stato e di Governo si uniranno in un tavolo e s’impegneranno ad EDUCARE il proprio popolo ai valori fondamentali della fraterna collaborazione e convivenza; quando l’Etica Universale sarà INSEGNATA in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine, grado e paese, allora e solo allora non vi saranno più lutti, violenze, contrasti, malattie, guerre, fame, dolore.

Serve a poco parlare di pace, democrazia, dignità umana, diritti sociali, solidarietà, cooperazione, uguaglianza, progresso, prosperità, benessere superamento di barriere culturali, religiose, etniche, nazionali ecc. se tutto questo non si trasforma in un’opera pedagogica da inserire imprescindibilmente nel piano studi di ogni istituto scolastico, dall’asilo nido all’università. La maturità degli studenti deve essere valutata anche o soprattutto sull’impegno e sulla manifestazione dei valori morali rivelati nell’ambito del percorso scolastico. Il compito più oneroso di ogni Stato sarà quello di educare gli Educatori affidando il determinante compito a personaggi noti per saggezza, onestà, altruismo, lungimiranza, apertura mentale, bontà d’animo.

Il valore più grande di un individuo, per cui gli viene conferito rispetto, onore, gloria è la nobiltà del suo animo come frutto della ricchezza delle sue virtù morali, nel suo impegno a favore degli altri. Bontà, lealtà, onestà, altruismo, compassione, condivisione, tolleranza, difesa dei deboli sono il cardine di ogni nobiltà umana. Ma questi valori non si improvvisano: VANNO INSEGNATI a scuola, con lo stesso impegno, anzi maggiore, con cui vengono insegnate le altre materie scolastiche.

Per rendere migliori gli uomini, per rendere migliori le famiglie, per rendere migliori le nazioni e il mondo intero occorre una sola cosa, semplice quanto difficile da attuare: che l’umanità sia EDUCATA ai valori fondamentali della vita. L’opera di educazione dei grandi uomini della terra, rivolta a “risolvere” l’uomo non i sistemi, deve diventare materia fondamentale da portare nelle scuole, partendo dall’infanzia. E’ l’uomo la causa di tutti i suoi problemi, quindi OCCORRE INTERVENIRE SULL’UOMO NON SUI SISTEMI, perché anche se si risolvessero tutti i problemi scottanti che oggi attanagliano l’umanità, se l’essere umano non muta il suo sentire i problemi sarebbero solo rimandati. Non serve intervenire sui meccanismi che anch’essi sono frutto della mente e della coscienza malata degli uomini: questi saranno sempre inefficaci a risolvere i problemi finché non cambierà il pensiero e la coscienza degli individui che li fa e li gestisce. Le cose cambieranno solo se le popolazioni saranno EDUCATE all’amore, plasmate al bene personale e collettivo, aiutate a far germogliare la parte migliore dell’animo umano.

L’insensibilità verso la sofferenza della vittima è la generatrice di ogni male umano. Perché la specie umana pur essendo anatomicamente sprovvista di qualunque arma di offesa e di difesa, come artigli, corna, becco, zoccoli ecc., (quindi la meno naturalmente predisposta all’aggressività e alla violenza) è diventata la più crudele di tutte mentre le nostre cugine scimmie antropoidi sono fondamentalmente pacifiche? Molto probabilmente da quando per necessità di sopravvivenza l’uomo si è abituato alla caccia, all’uccisione degli animali, si è assuefatto alla soppressione dell’altro, alla violenza, alla vista del sangue, alla legge della mors tua vita mea che poi ha esteso anche ai suoi simili. Per ricondurre l’essere umano alla sua antica natura di essere mite e pacifico occorre EDUCARLO al rispetto del “piccolo” e alla valorizzazione della vita in tutti i suoi aspetti. E’ il cuore dell’uomo a fare la storia, non la sua conoscenza tecnica o scientifica. Se uno è abituato a tenere in ordine e pulito il ripostiglio di casa non può non aver cura del soggiorno. Per il soldato formato al rispetto del sergente è inconcepibile non rispettare il colonnello.

Che sia sufficiente educare l’essere umano a valorizzare e rispettare il piccolo per renderlo migliore sul piano morale può sembrare risibile, dal momento che molti amano gli animali ma non dimostrano altrettanto amore per i loro simili. Chi ama solo gli animali non è diverso da chi ama solo gli esseri umani. Molto probabilmente costoro non hanno ancora maturato la vera coscienza universalista. Amare solo una parte del tutto non consente l’evoluzione integrale dell’uomo, né la risoluzione dei suoi problemi. Non è sufficiente essere vegan, avere un’anima animalista per incarnare la nuova visione delle cose. Occorre uscire dal “parzialismo” e acquisire una visione sferica della realtà biologica, altrimenti è come rispettare un solo componente di una famiglia e considerare sacrificabili gli altri.

Il male del mondo non è un problema di economia, di soldi, di banche, di disoccupazione. I paesi benestanti non sono immuni a tutti i drammi cui è afflitta la società intera. Anche dire che il male dell’uomo è la mancanza di amore significa restare nell’ambito della cultura sintomatologica. In questo caso la domanda da porsi è perché gli uomini non sono in grado di amare? La malvagità, l’egoismo, la violenza, la guerra non sono le cause del male: sono l’effetto del modo di pensare e sentire dell’uomo.

La fame nel mondo è l’effetto di una causa che sta a monte: quella dell’incapacità dell’uomo di aiutare chi vive nell’indigenza e questa incapacità risiede nella coscienza di ognuno che deve essere EDUCATO alla fraterna collaborazione e condivisione. Parlare di educazione in un mondo diviso da barriere ideologiche, culturali, politiche, economiche, a un’umanità in guerra, minacciata da bombe all’idrogeno, dal terrorismo, appare fuori luogo, infantile.

Ma se gli uomini fossero più buoni e più giusti tutti i problemi del mondo si risolverebbero. Da questo assioma se ne deduce che per risolvere i problemi del mondo occorre intervenire sull’uomo, renderlo più buono, più giusto. Come? Solo enunciarlo non è servito a molto nel corso della storia. Occorre tradurre gli insegnamenti dei grandi della terra in UN SISTEMA DI EDUCAZIONE GLOBALE. Impegnare tutte le nostre risorse ad esplorare le possibilità di un sincretismo culturale/religioso planetario, dando la preminenza alla coscienza, al cuore più che alla capacità umana; infatti se gli uomini fossero intelligenti, colti, capaci ma cattivi nessun problema potrebbe essere risolto, per contro se gli uomini fossero poco istruiti ma buoni, sensibili e compassionevoli tutti i problemi relazionali si risolverebbero all’istante. Chi ha sperimentato il sistema “EDUCAZIONE DELLA COSCIENZA” ha aperto le porte al bene e alla gioia a se stesso e alle persone che ama.

Ma come rendere l’uomo sensibile e giusto? EDUCANDOLO A VALORIZZARE IL PICCOLO, il diverso, l’umile, a rispettare la bellezza multiforme in cui si manifesta la vita: dalla balena al filo d’erba. Se l’essere umano venisse EDUCATO al rispetto del piccolo, dell’indifeso, del diverso, della formica, della pianta, al rifiuto della violenza verso un animale diverso dalla sua specie come potrebbe nuocere al suo simile? Se l’uomo si immedesimasse nei problemi degli altri fino a condividerli tutti i problemi si risolverebbero. Questa è la formula più semplice e potente per liberare l’uomo dall’inferno in cui è precipitato. MA QUESTO VA INSEGNATO!

In questo sta la fonte della rigenerazione della mente e della coscienza umana, la formula capace di rendere questa umanità degna di essere tale e di fare dell’uomo un essere nuovo, giusto, compassionevole, fraterno, spontaneamente incline al ripudio della violenza, dell’ingiustizia, del predominio, della guerra. Certo è una soluzione a lunga scadenza. Non è un processo né semplice ne facile, ma l’umanità prima o poi capirà che non vi è altra via d’uscita se vuole liberarsi dai mali che l’affliggono e continuare ad esistere. Non sarà facile perché ci saranno forze che sempre si opporranno al bene e alla pace; ma siamo certi che le forze “bianche” saranno più numerose e capaci di avere il sopravvento sulla disarmonia del Male.

Il futuro dell’umanità si fa ogni giorno più incerto e preoccupante a causa dei meccanismi innescati da una cultura improntata sul profitto che genera tensioni in ogni livello, ingiustizie sociali e anche guerre. Proprio per questo è necessario un programma maturo e capillare imperniato sullo sviluppo della sfera sentimentale ed emotiva che solo lo Stato può rendere attuabile mediante il rinnovamento degli strumenti educativi a vantaggio della qualità dell’istruzione pubblica e privata.

Ogni materia deve essere il mezzo attraverso cui ogni individuo deve poter dimostrare la sua maturità interiore in funzione del bene collettivo, al fine di innalzare la coscienza umana al servizio del bene e della vita.

La scuola deve educare le nuove generazioni alla civiltà dell’amore, della vita, della solidarietà universale, della pace, della giustizia, della nonviolenza, ponendo al centro dell’attività didattica lo sviluppo della coscienza morale e le virtù dell’animo umano, insegnando la disciplina, il rispetto, la tolleranza… Solo una nuova cultura improntata sulla prevenzione del male ed intesa a neutralizzare le cause che lo generano, solo da una nuova didattica non più epidermica e nozionistica può nascere una nuova coscienza umana in grado di realizzare una società più degna dell’attuale.

Ma finché lo Stato non si farà direttamente carico della formazione della coscienza morale dei suoi cittadini, finché la popolazione non sarà educata ai valori civili, morali e spirituali non sarà possibile realizzare un mondo migliore. Cercare il bene della società e non intervenire sulla coscienza dell’uomo è come prendere ogni possibile precauzione contro gli infortuni automobilistici ma trascurare il fatto che l’uomo al volante non sia in grado di guidare.

La pace deve essere l’obiettivo strategico principale di ogni Stato. Ma la pace inizia nell’individuo, che si manifesta nella famiglia, poi nella comunità e nella nazione, dando la preminenza ai fattori che avvicinano e uniscono piuttosto che a quelli che dividono. Partendo da principi e valori universalmente riconosciuti, al di la della nazionalità, della fede, della cultura, occorre favorire ogni iniziativa di pace, ogni processo di formazione, di crescita, di maturità, di coscienza individuale che si espande fino a pervadere le istituzioni, le scuole, i mezzi di comunicazione, le famiglie, lo Stato, includendo non solo le religioni ma i governi, i settori del commercio, dell’economia, dei media, della didattica, della cultura della reciproca interdipendenza, della formazione della consapevolezza e dell’interdipendenza di tutti gli esseri, dell’arte, delle scienze e soprattutto della vita famigliare, in cui la famiglia deve diventare culla di educazione di armonia, gentilezza, garbo, rettitudine. Grande responsabilità hanno i leader religiosi. I luoghi religiosi devono essere culla di cultura di pace, di sintonia delle diversità in cui far emerge l’importanza della cooperazione interreligiosa, interculturale e interdisciplinare come valori universali condivisi.

Gran parte dei conflitti umani nascono dall’ignoranza, dalla convinzione che l’altro si un nemico di cui aver paura, da tenere a distanza, da convertire al proprio credo e se occorre, combattere. Il valore delle diversità è identificabile ai diversi strumenti di un’orchestra: se ognuno esegue contemporaneamente un diverso spartito o è convinto che il suo strumento sia il più importante al punto da ritenere il solo sufficiente all’orchestra, nessun concerto può essere realizzato.

Per questo occorre istituire l’Università della Pace, il Ministero della Pace.

Ogni grande religione segue essenzialmente un suo peculiare sentiero:

  • la religione cristiana segue il sentiero dell’amore;
  • l’islamismo della sottomissione;
  • l’induismo della identificazione;
  • il buddismo della liberazione;
  • l’ebraismo della legge;
  • lo zoroastrismo della rettitudine;
  • il jainismo della non violenza;
  • il confucianesimo dell’armonia.

I sentieri delle varie religioni, come raggi della stessa ruota, convergono tutti nello stesso Dio. Follia è credere che la propria religione sia la sola depositaria della verità o che debba prevalere sulle altre; che contenga in se tutte le risposte per l’intero genere umano; mentre ogni popolo ha avuto da Dio la religione più adatta al suo cammino spirituale: nel sincretismo delle grandi religioni sta la legge della religione universale.

Questo ambizioso progetto richiede il sostegno e la collaborazione di quanti credono nel bene e nella vita e sono disponibili a dare il proprio contributo per un mondo migliore. Il nostro intento è quello di attuare una grande petizione popolare per spingere lo Stato ad inserire nei programmi scolastici di ogni ordine e grado la materia dell’“Etica Universale” al fine di formare la coscienza civile e morale dei cittadini educandoli alla pace del mondo.

Favorire la formazione di una nuova generazione di educatori, operatori sociali in grado di coltivare nelle nuove generazioni il senso della coscienza morale, l’intelligenza positiva attraverso l’uso dell’introspezione, dell’auto-analisi, della discussione armonica e costruttiva.

Fondamentale sarà il coinvolgimento di pedagoghi, docenti, educatori, sociologi, personalità del mondo della cultura, delle scienze, dell’arte, dello spettacolo, premi Nobel ecc. al fine di premere su Provveditori agli Studi, Ministri alla Cultura, Capi di Governo, Capi di Stato e convincerli che solo l’educazione può formare nel bene o nel male un individuo e quindi un popolo.

CHI PUO’ DARE IL SUO CONTRIBUTO IN QUESTO GRANDE PROGETTO È PREGATO DI METTERSI IN CONTATTO CON FRANCO LIBERO MANCO

Chi volesse avere il progetto completo può richiedermelo.

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