Maestri e guide spirituali

Forse mai come negli ultimi decenni è cresciuto il desiderio di valori interiori. Molta gente segue scuole di pensiero convinta della necessità di un maestro o di una guida per trovare la sua giusta dimensione esistenziale e spirituale. L’intento è lodevole, anche se a mio avviso può celare dei pericoli.Infatti spesso i maestri sono stati dei raggiratori e la gente semplice ha pagato dure conseguenze. Se il maestro non dice chiaramente che egli è solo un mezzo non un fine, facendo concentrare l’attenzione su se stesso, dà un messaggio fuorviante. Gesù a tal proposito dice: “Chi parla di se stesso cerca la propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero e in lui non c’è ingiustizia.” (Gv. ,18) È come può essere maestro colui che ha la presunzione di esserlo?

E anche se è vero che chi sta più in alto ha il dovere di tendere le mani a chi si trova più in basso è il meccanismo che instaura la figura del maestro che è pericolosa. perché dà vita ad una casta di “eletti” la quale ritiene che la gente per conoscere Dio ha bisogno di intermediari, il che non è vero, perché coloro che non potessero permettersi un maestro sarebbero condannati all’ignoranza e Dio sarebbe un privilegio per pochi. Si istaura una meccanismo di gerarchizzazione e di differenziazioni tra chi sta più in alto e chi più in basso, tra chi è più bravo e chi non lo è: questa è causa di sottomissione, di sfruttamento, di schiavismo. Chi ha letto “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche sa che egli fugge da coloro che lo seguivano considerandolo un maestro, mettendoli in guardia sul pericolo che correvano.

È vero che in natura esiste il capobranco che protegge e guida il gruppo il quale gli deve però sottomissione ed obbedienza. Il capobranco non viene scelto dai componenti del gruppo ma s’ipone attraverso la forza E anche se è motivo di imitazione per il singolo componente a diventare a sua volta capobranco, questo solo gli animali possono permetterselo perché sono immuni da egoismo e manie di grandezza. E anche se è vero che per poter apprendere una qualunque arte è necessario seguire un “maestro” che prima di noi ha imparato ed esplorato quel campo, il maestro a sua volta ha avuto un maestro e così via e alla fine il maestro dei maestri non è l’uomo ma Dio.

Dunque il valore del maestro sta nella sua volontà e capacità di essere solo mezzo di trasmissione di un messaggio che viene dall’alto che però è sempre filtrato attraverso la mente e la coscienza di un uomo che non sappiamo mai fino a che punto il suo messaggio è puro ed incondizionato.Ognuno ha dentro di se una scintilla divina in grado di indicargli meglio di qualunque maestro la strada migliore per la sua particolarissima necessità evolutiva, ecco che ogni essere vivente può rivolgersi direttamente a Dio, basta che lo voglia. Ma concentrando l’attenzione sul maestro si mette in secondo piano Dio stesso.

I maestri sono stati inventati dall’uomo ed è stata la strategia più subdola ed efficace usata dalla casta sacerdotale per instaurare il potere della chiesa e della religione in generale. Gesù stesso, consapevole di tale pericolo avvisa: “Guardatevi dai falsi profeti che spesso sono lupi travestiti da pecore. Dai loro frutti li riconoscerete.”(Mtt. 7,15) Infatti troppe volte l’essere umano è stato raggirato, manovrato da menti egemoni, da falsi maestri, da impostori e pseudo illuminati: anche se a volte erano in buona fede. Ma gli effetti sono stati devastanti. E meglio sarebbe stato per l’uomo non avere maestri che avere cattivi maestri. Ma convincere la gente comune che in se stessa si cela ogni possibile forza salvifica vuol dire sottrarre potere a coloro che sono preposti a gestire la vita degli uomini.

Ogni essere ha insito nella sua coscienza la legge della vita e dell’evoluzione. Il nostro compito, credo, debba essere quello di fare in modo che l’essere umano, per mezzo della sua buona volontà, apra i canali dello Spirito per permettere a Dio di esprimersi e di guidarlo.

I grandi Iniziati hanno detto ai loro discepoli “andate e diffondete il mio messaggio,” non il vostro ma il mio: il messaggio che essi avevano ricevuto direttamente da Dio. Infatti i grandi Santi che noi conosciamo non hanno avuto che Gesù come maestro.

E anche se è vero che molti grandi filosofi hanno avuto le loro scuole queste però non sempre sono servite a dare all’uomo il vero scopo della vita perché la visione di qualunque filosofo è parziale e soggettiva, mentre la verità di cui ha bisogno l’uomo è universale ed oggettiva e la si trova solo in Dio.

Non si tratta di una sostenere la regola dell’ anarchia spirituale o di voler abolire gli insegnanti ma di dare all’uomo la consapevolezza del suo essere scintilla di Dio per far emergere la sua grandezza interiore. Questo lo si può raggiungere ascoltando la voce del proprio cuore e della propria coscienza. E anche se è utile (non indispensabile) che qualcuno ci sostenga durante il percorso quello di cui abbiamo bisogno è avere la consapevolezza che l’uomo ha bisogno di Dio più che di maestri che parlano di Dio.

La vera rinascita spirituale della nuova cultura universalista vuole che l’essere umano sia finalmente libero e capace di autodeterminare la propria esistenza.

Quindi ritengo che più che di maestri bisogna parlare di “istruttori, di compagni” spirituali. e a tal proposito Gesù dice ancora: “Ma voi non fatevi chiamare rabbi perché uno solo è il vostro maestro, il Cristo, e voi siete tutti fratelli.” (Matt. 23,8)

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