Lettera per i VIP

Carissimo

Le scrivo a nome di coloro che non possono scrivere nè parlare ma che come noi soffrono perché sfruttati, violentati, torturati, uccisi sistematicamente, a milioni, a miliardi come fossero oggetti senz’anima: gli animali, nostri fratelli di viaggio.

Gli animali non soffrono per cause naturali ma per l’egoismo dell’uomo che ha trasformato la terra in un luogo di terrore e di tormento con stabulari, macellerie, concerie, istituti di sperimentazione, con la caccia, la pesca, i rodei, le corride, gli zoo, senza che mai si levasse dal suo cuore un senso di ripulsa e di vergogna.

Urla di disperazione si levano ogni istante da milioni di prigioni e di mattatoi sparsi in tutto il mondo e mai le vittime sono state così inascoltate. Esseri che non hanno che gli occhi per piangere e il cuore per soffrire, spaventati a morte per le pene incomprensibili a loro inflitte. Esseri che non hanno la capacità di farsi capire nel nostro linguaggio, che non hanno avvocati, sindacati che li difendano, non ci sono angeli o santi che vengono in loro aiuto: l’animale è solo nel suo sconfinato universo di dolore.

Ogni giorno, 365 giorni all’anno, 300 milioni di animali trovano la morte a causa dell’uomo: un coro planetario di lamenti strazianti si levano inascoltati. La carne urla e le peggiori malattie sono l’effetto della tremenda nemesi karmica che l’uomo attira su di se e condanna se stesso ad un destino di dolore.

Per millenni abbiamo costretto gli animali a lavorare per noi come schiavi ed essi, nella loro sacrale ed inoffensiva docilità, hanno obbedito pazienti e rassegnati alla tirannide umana sopportando fatiche immani, fame, tormenti, il castigo, il bastone e la frusta; li abbiamo coinvolti in mille sanguinarie guerre fratricide; li abbiamo tenuti in posti orribili per tutta la loro breve e triste esistenza; abbiamo immobilizzato i giocosi vitelli impedendo loro l’innato ed irrefrenabile desiderio di correre e di giocare; li abbiamo castrati, mutilati, tosati, li abbiamo alimentati con cibi schifosi, li abbiamo privati dell’erba, della luce del sole; abbiamo annullato la loro dignità; li abbiamo imbottiti di farmaci per impedire che muoiono prima che giungano al mattatoio; abbiamo tolto alle madri i loro piccoli mentre i loro occhi si riempivano di lacrime; li abbiamo caricati a forza sui camion blindati e li abbiamo portati nell’inferno dei mattatoi dove l’odore del sangue e la vista dei loro compagni di sventura uncinati, sventrati, fatti a pezzi, smembrati, spellati, spesso ancora vivi, li ha fatti schiantare dal terrore.

E non c’è opera meritoria dell’uomo che possa neutralizzare gli effetti di questa immane, folle, insensata, sistematica, criminale carneficina di esseri indifesi, innocenti, miti, generosi, buoni, belli, pazienti. In un costante e dissennato suicidio collettivo ci si ciba di animali morti, di cadaverina, di masse virali, di tessuti in decomposizione. Mangiamo i loro reni, il loro fegato, il loro cuore, il loro cervello, i loro intestini, le loro gambe, la loro lingua, la loro coda, i loro testicoli: ogni piatto di carne porta con se un messaggio di morte perché è un crimine contro la vita e contro l’integrità del nostro organismo di esseri fruttariani.

La Sua adesione all’etica universale del vegetarismo confermerebbe la Sua già nota dote morale capace di percepire il mutare degli eventi che gradualmente maturano ed innalzano l’intelligenza e la coscienza collettiva e risparmierebbe sofferenze inenarrabili a milioni di animali innocenti che ingiustamente vengono uccisi, mentre il benessere ci consente di cibarci di alimenti che non richiedono spargimento di sangue. Il suo esempio indurrebbe molte persone a ridurre o a rinunciare al consumo della carne e del pesce con enormi benefici per la salute della gente, dal momento che la carne è direttamente correlata a molte patologie comprese quelle cancerogene e quindi contribuirebbe alla salvezza anche di molte vite umane.

Né il nostro organismo richiede simile sostanza come conferma l’ottima salute dei vegetariani e come storicamente dimostrato dai grandi uomini di ingegno e spiritualità di ogni tempo e paese: santi, asceti, scienziati, medici, filosofi, del calibro di Pitagora, Platone, Aristotele, Ippocrate, Galeno, Orazio, Plutarco, Poerfirio, Seneca, Marco Aurelio, Leonardo da Vici, Gandhi, Einstein e molti illustri personaggi contemporanei.

Le chiedo di diventare vegetariano non solo perché questo andrebbe a beneficio della Sua salute fisica, mentale e spirituale; non solo perché il mangiar carne richiede sempre l’uccisione cruenta di una creatura innocente; non solo perché l’astinenza dalla carne è stata raccomandata da grandi Iniziati, dai Padri della Chiesa come S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Giovanni Crisostomo, S. Agostino, e da una lunga fila di Santi dal calibro di S. Tommaso, S. Benedetto, Santa Caterina da Siena, S. Filippo Neri ecc. e da tutti, o quasi, i fondatori di ordini monastici; non solo ma anche e soprattutto perché chi mangia la carne contribuisce in modo determinante a generare i 7 problemi più gravi del mondo quali:

– i conflitti armati e la violenza umana, che spesso scaturiscono dalla carenza di risorse alimentari ed energetiche e che mantengono l’umanità sotto un costante stato di tensione e di guerra. Gli allevamenti di animali, con la necessità di adibire a pascolo sempre nuove terre, sono causa di contrasti, invasioni e guerre;

– la fame nel mondo che uccide 24.000 persone ogni giorno perché le popolazioni dei paesi poveri sono costrette a coltivare nelle loro terre alimenti per il bestiame dei paesi ricchi.

– le malattie umane: il 70% delle malattie sono correlate ad una cattiva alimentazione: solo in Usa la carne ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso;

– l’inquinamento: l’aria del pianeta è ormai irrespirabile, la terra, le falde acquifere ed i mari sono contaminati dalle deiezioni di animali d’allevamento che producono escrementi 130 volte l’intero genere umano carne, responsabile almeno per la metà dell’inquinamento totale, ed esponendo l’umanità ad un probabile declino collettivo;

– la desertificazione, e la deforestazione dovute alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute ad un ritmo di 85.000 ettari al giorno principalmente per adibirle a pascolo, causano l’irrimediabile estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e la distruzione della biodiversità;

– la carenza di acqua potabile: una persona su 5 nel mondo non dispone di acqua potabile e nonostante sia un bene sempre più raro e prezioso gli animali d’allevamento assorbono metà delle risorse idriche disponibili esponendo l’umanità ad una progressiva decimazione delle popolazioni più povere e ad imprevedibili tensioni internazionali;

– l’esaurimento delle fonti di energia: l’industria della carne in Occidente sottrae un terzo dell’intera energia disponibile esponendo i paesi industrializzati ad un  probabile collasso funzionale.

Non solo per tutto questo ma perché l’etica della non violenza universale del biocentrismo è l’arma più efficace e potente per conseguire lo sviluppo di una coscienza umana più giusta, sensibile, più fraterna e solidale in grado di realizzare un mondo migliore, senza più violenze o ingiustizie né sull’uomo, né sull’animale, né sulla natura. Infatti, come potrebbe l’uomo nuocere al suo simile se fosse educato alla dolcezza verso ogni essere vivente?

Se Lei ancora non fosse vegetariano La prego di prendere in considerazione la possibilità di aderire a questa filosofia di vita per i suoi molteplici aspetti positivi. Ma se già lo fosse La prego di dare testimonianza di questa Sua scelta perché sarà determinante per il bene di molte persone e dell’intero pianeta. La Vita, gli animali, la civiltà e tutti coloro che amano gli animali gliene saranno eternamente grati.

Nella speranza che Lei voglia prendere in considerazione la mia proposta le invio i miei più cordiali saluti e gli auguri di ogni successo.

Con stima e gratitudine

 

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