La dimensione divina negli animali

La visione antropocentrica della vita nel mondo occidentale è un fatto abbastanza recente. Nelle tradizioni antiche, quelle celtiche, sciamaniche, nella cultura egizia, induista e della stesa area del mediterraneo, vi è una visione unitaria delle cose: gli animali sono visti come componenti la famiglia dei viventi e spesso come messaggeri delle divinità; gli alberi della foresta erano spiriti protettivi della comunità. Un tempo i boschi erano santuari, gli alberi simboli viventi e l’uomo nella natura si sentiva ospite e non padrone.

La demarcazione tra il regno minerale, vegetale e animale avviene principalmente a causa di Aristotele che per primo stabilisce una demarcazione attribuendo al mondo animale un’anima sensitiva e agli umani quella razionale. Il mondo occidentale eredita tale visione del mondo al punto da influenzare molti filosofi e la stesa tradizione cristiana.

Ma nell’America Latina ragni, scorpioni e millepiedi erano considerati Divinità della Morte e i gufi e i pipistrelli i loro messaggeri. Inoltre sono venerati il giaguaro ed il serpente.

In Cina il leggendario imperatore Keng-Uong è rappresentato con la testa bovina, la tartaruga è considerata sacra e la tigre, simbolo del principio femminile.

In quella Egiziana il Dio della Saggezza si manifesta sotto l’aspetto dell’ibis (l’uccello sterminatore di serpenti) oppure del babbuino, dell’ippopotamo, del toro, della leonessa. Scrive Erotodo nel IV sec. a.C. che in Egitto tutti gli animali erano considerati sacri. Osiride ed Iside (che presiedono alla fecondità degli animali e delle piante aborriscono il sacrificio di animali. Per la più alta religiosità egiziana gli animali sono lo specchio della divinità. Scrive Porfirio: “Gli egiziani riconoscono che il divino non è presente solo nell’uomo ma è diffuso identicamente anche in tutti gli animali. Plutarco scrive che tutti gli egiziani pagano una tassa per l’edificazione delle tombe degli animali e che ad ogni bambino era assegnato un animale affinché ne avesse cura per tutta la sua esistenza.

In India tutti gli animali sono rispettati: la vacca è considerata sacra, simbolo della luce spirituale e dell’illuminazione interiore. Il serpente e l’elefante sono considerati  simboli di saggezza e di forza. Sono venerati il pesce, la tartaruga e il cinghiale nei quali s’incarna e si manifesta la divinità Visnù. Rispettati sono il cigno, le scimmie, il pappagallo, l’avvoltoio.

Le leggi di Manou, il codice legislativo antico, più evoluto, vigente dal IX al V sec. d.C. prescriveva: “Chi consente l’uccisione di un essere vivente, chi colpisce, chi ammazza, chi compra e chi vende, chi cucina e chi serve, chi mangia, sono tutti uccisori”.

Nelle culture sciamaniche riconoscevano negli animali una sacralità e la presenza dell’anima. L’animale ha natura divina salvifica, protettrice. Si ritiene che il Grande Spirito sia in ogni cosa che esiste. Egli è uno ed è lo steso per tutto e per tutti. Ogni cosa esistente di materiale e di spirituale è emanazione e manifestazione del Grande Spirito. Ogni cosa è interconnessa con tutto ciò che esiste. Tutto è vita, tutto vibra,, animali, alberi, piante, perfino le rocce.

In Grecia, Orfeo, vegetariano, sacerdote di Apollo, viene raffigurato attorniato di animali affascinati dal suo amore. Tutta la letteratura greca manifesta sentimenti nobili nei riguardi degli animali. Tutti coloro che venivano iniziati ai misteri antichi dovevano essere rigorosamente vegetariani essendo il regime carnivoro nocivo allo sviluppo spirituale. Se gli dei non mangiano la carne neppure noi dobbiamo mangiarla. Nella Stoa si parla del soffio verde, pneùma, che permea tutte le cose. Per Platone, per il quale una sola anima passa attraverso una pluralità di corpi e di vita, la carne deve essere consentita solo ai soldati in guerra.

La tradizione biblica

“Ecco, io vi do ogni erba che produce seme ed ogni albero in cui è frutto saranno il vostro cibo, mentre agli animali do la verde erba dei campi.” (1,29).

“Non è bene che l’uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile. Allora Il Signore Iddio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e le condusse all’uomo per vedere come le avrebbe chiamate.” (Gen. 2,18). In questo contesto viene usata la parola BARA’, cioè creazione diretta sia per l’uomo che per gli animali e la parola NEFESCH per indicare l’unico spirito infuso sia negli uomini che negli animali.

“Quanto a me ecco, io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall’Arca.” (Gen. 9,8-10).

Traduzioni distorte

Le false o inesatte traduzioni dei testi biblici, in merito al problema degli animali, hanno spesso distorto il concetto originario. Per esempio il verbo (in ebraico) usato da Dio in Gen. 1,28 per qualificare l’atteggiamento dell’uomo nei confronti degli animali è ARCHEUO, cioè essere guida verso tutti gli animali , e CATAKURIEUO, che significa “reggere come un governante: governare come un re” e che invece viene solitamente tradotto col verbo “soggiogare” che invece Dio usa solo quando parla della terra, affinché sia lavorata e dia frutti. Infatti in Gen. 2,15 troviamo: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse.

E ancora in Gen. 2,18 Dio crea gli animali non come schiavi né tantomeno come oggetti a disposizione dell’uomo ma come compagni di vita. “Non è bene che l’uomo sia solo gli voglio fare un aiuto che gli sia SIMILE. Allora il Signore plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e le condusse all’uomo per vedere come le avrebbe chiamate.” In questo contesto viene usata la parola “BARA’”, cioè creazione diretta sia per la creazione dell’uomo che per gli animali e la parola “NEFESCH” per indicare l’unico spirito che viene infuso sia negli uomini che negli animali

Nel corso dei millenni i testi biblici sono stati trascritti, a mano, migliaia di volte (circa 6000 i testi in ebraico e circa 5000 quelli in greco).E’ lecito supporre che alcune o molte cose abbiano subito un’alterazione del loro originale significato, per negligenza, per interpretazioni personali o per favorire il potente di turno. Infatti lo stesso S. Girolamo asserisce che l’autorizzazione a mangiare la carne fu un’interpolazione ai testi sacri da parte della Chiesa cattolica aggiunta tardivamente in un periodo di basso profilo spirituale, ma che in principio, cioè sia alle origini del cristianesimo che nella Genesi, non fu così.

L’anima

La concezione spiritualistica dell’anima come sostanza immateriale distinta dal corpo, fu espressa per la prima volta da Platone e dai neoplatonici i primi a porsi il problema dell’origine dell’anima che per loro ha carattere divino e deriva dall’Uno, cioè Dio, in un processo di emanazione.

– Giordano Bruno, filosofo e scrittore italiano (1548-1600): “Vi è una differenza di quantità non di qualità tra l’anima dell’uomo, quella dell’animale e quella delle piante.”

– Goffried W. Von Leibnitz, filosofo e matematico tedesco (1646-1716): “Io credo che le anime degli animali siano imperiture. L’idea che Dio annienti l’anima dell’animale non ha alcun fondamento né logico né teologico.

– S. Giovanni Crisostomo parla dell’immortalità dell’anima degli animali.

Nei testi biblici il sostantivo pneuma viene usato indifferentemente per indicare lo spirito degli uomini come quello degli animali. A tal proposito leggiamo in

– (Ecclesiaste 3,18-21):”C’è un soffio vitale per tutti.”

– (Sap.II 23-26): “Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose”

– (Gb.12,7-10): Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana.”

– (Eccl. 3, 18-21): “La sorte degli uomini e quella degli animali è la stessa. C’è un solo soffio vitale    per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie perché tutto è vanità.”

– (Gb. 12,10): “Egli ha in mano l’anima di ogni vivente ed il soffio di ogni carne umana.”

– (Gb. 34,14):“Se Egli richiamasse il suo spirito e a se ritornasse il suo soffio ogni carne morirebbe all’istante.

– (Sap. 1,7): “Lo spirito del Signore riempie l’universo.”

– (Sap. 1,7): “Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente.”

Nell’ambito del Giudaismo, il Libro dei Misteri di Enoch. Enoch è un viaggiatore dei cieli. In uno dei suoi viaggi celesti arriva ad un cielo in cui le anime degli animali accusano gli esseri umani davanti al tribunale dei morti: “Tutte le anime degli animali, nella grande èra, hanno un posto per loro, un grande recinto, un grande pascolo nel cielo. Poiché l’anima degli animali che il Signore ha creato non sarà annientata nella morte fino al giorno del Giudizio: da lì tutte le anime accusano l’uomo”. Sempre nel Giudaismo il Libro della Figura, uno dei libri più alti del misticismo ebraico, così dice riguardo alla crudele macellazione delle bestie: “Non arrechiamo danno agli animali affinché la loro anima non gridi contro di noi, poiché l’anima è il sangue, l’anima di ogni carne è nel sangue”.

Qualità degli animali

Curiosità, gelosia, paura, diffidenza, fedeltà, astuzia, finzione, altruismo, sognano, giocano, si organizzano, senso di colpa, provano dolore, angoscia, nostalgia, solitudine, senso estetico.

E’ innegabile che le facoltà percettive di molti animali (vista, olfatto, udito, facoltà di premonizioneextrasensoriali) sono di gran lunga più sviluppate negli animali che non negli esseri umani. Pertanto siccome tutte le facoltà umane, compresa quella della pietà, sono riscontrabili, in modo più o meno evidente e diffuse tra gli esseri non umani, risulta al quanto difficile negare a questi la realtà dell’anima e riconoscerla all’uomo. Porfirio sosteneva che “gli animali condividono con noi anche i vizi, ma un solo vizio è a loro sconosciuto, la malevolenza per colui che si manifesta loro amico: essi rispondono sempre con un’amicizia assoluta.

Cose superate del Vecchio Testamento

“Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra.” (Es. 20,4).

“Quando un uomo venderà la figlia come schiava, essa non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi…”(Es. 21,7). A questo S. Paolo e S. Agostino fanno riferimento per giustificare la schiavitù.

“Colui che percuote suo padre o sua madre sia messo a morte.” (Es. 21,15).

“Colui che maledice suo padre o sua madre sarà messo a morte.” (Lev. 21,17).

“Non lascerai vivere colei che pratica la magia.” (Lev. 22,17).

“Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte.” (Es. 31,15).

“Non vi taglierete i capelli in tondo ai lati del capo,né deturperai ai lati la tua barba.” (Lev. 19,27).”

“Se uno commette adulterio con la moglie del prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno essere messi a morte.”. (Lev.20,10):

“Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due dovranno essere messi a morte.” (Lev. 20,13).

“Se uno ha rapporto con una donna durante le sue regole, tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.” (Lev.20,18).

“Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare.” (Lev. 24,16).

“La donna non si metterà un indumento da uomo, né l’ uomo indosserà una veste: perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore.” (Dt 22,5)

Cose non previste

– la preghiera per i morti e il segno della croce furono adottate ufficialmente intorno al 500 d.C.;

– il termine Papa, che significa padre, entra in vigore nel 610;

– il celibato dei preti fu imposto da Gregorio VII nell’anno 1074;

– le indulgenze furono concesse per la prima volta nell’850 da papa Leone IV, la vendita delle stesse      iniziò nel 1190 e durò fino all’epoca della Riforma;

– la confessione auricolare fu istituita da papa Innocenzo III durante il concilio Laterano del 1215;

– il battesimo  per aspersione divenne legale con il concilio di Ravenna nell’anno 1311;

– i 7 sacramenti furono sanciti dal concilio di Firenze nel 1439;

– il dogma dell’infallibilità del Papa fu proclamato da Pio IX nel 1870.

Animali nella Bibbia

– L’asina di Balaam (Num. 22,22).

– I corvi di Elia (1 Re 17,2).

– La balena di Giona.

– La colomba dell’Arca, dello Spirito Santo nel battesimo di Gesù.

– I leoni nella fossa di Daniele.

-Il cane di Tobia (Tb.9,2).

-L’asinello del giorno delle Palme.

-L’agnello di Dio di cui parla Giovanni con riferimento a Gesù.

Nuovo Testamento

– Gesù nasce in una stalla, in un posto dove ci sono animali.

– Afferma di essere venuto a dare compimento alla Legge, quindi non può che essere conforme al comando di Gen. 1,29 ed essere vegetariano.

– L’Eucaristia con pane e vino.

– Gesù poteva uccidere un agnellino per mangiarne le carni?

– Il discorso della Montagna.

– Dacci il nostro pane quotidiano…”

Vangeli Apocrifi

Furono scritti ben 49 vangeli. Negli apocrifi emerge una figura di Cristo misericordioso e compassionevole verso gli animali contrariamente a quanto riportato nei 4 vangeli canonici.

– Nell’aramaico “Vangelo della vita perfetta” si legge: “Maledetti siano i cacciatori perché saranno a loro volta cacciati.”

– Nel Vangelo dei 12 Aspostoli: “Ecco che quest’uomo ha cura di tutte le creature. Perché egli le ama tanto?”

– Nel Vangelo degli Ebrei: “Sono venuto ad abolire i sacrifici e se non cesserete di fare sacrifici non cesserà su di voi l’ira di Dio”.

– Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, l’angelo dice a Maria: “Tu non mangerai carne né berrai bevande forti perché il bambino sarà consacrato a Dio dal ventre di sua madre.” Negli stessi testi Gesù dice: “Siate rispettosi e compassionevoli non solo verso i vostri simili ma verso tutte le creature poste sotto la vostra tutela.” E ancora: “Sono venuto a porre fine ai sacrifici e ai banchetti di sangue e se non smetterete di offrire e di mangiare carne l’ira Divina non si allontanerà da voi.” Poi Gesù condanna duramente coloro che cacciano o maltrattano gli animali: “Il debole non è stato dato all’uomo per fargli da cibo o da divertimento…Maledetto colui che con astuzia ferisce e distrugge le creature di Dio! Si, maledetti i cacciatori perché saranno cacciati e per mano di uomini indegni riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle loro prede innocenti, la stessa”. E ancora Gesù rimprovera anche i pescatori, nonostante fossero tra i suoi maggiori seguaci: “Osservate i pesci dell’acqua… forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra asciutta e i suoi cibi? Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime. Del miracolo dei pani e dei pesci non si ha traccia in questi antichi manoscritti, si parla invece del miracolo di pane, frutta e una brocca d’acqua. “E loro mangiarono, bevvero e furono sazi. E si meravigliarono perché ognuno aveva avuto più che abbondanza ed erano più di quattromila”.

I Padri della Chiesa

Tra i personaggi più influenti, che si astennero e raccomandavano di astenersi dal consumare carne, i Padri della Chiesa d’Oriente (S. Basilio Magno, S. Gregorio di Nazianzo, S. Giovanni Crisostomo, Sant’Atanasio)  e d’Occidente (S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Agostino, S. Gregorio Magno).

– S. Pietro nel Clementine Humilis afferma: “Mangiare carne è innaturale quanto la pagana adorazione dei demoni”.

– S. Giovanni Crisostomo, uno dei più importanti esponenti letterati del primo cristianesimo scrive: “Noi capi cristiani pratichiamo l’astinenza dalla carne di animali per sottomettere il corpo…mangiare carne è innaturale e impuro”.

– Clemente d’Alessandria, uno dei primi accademici della Chiesa: “E’ molto meglio essere felici che rendere il nostro corpo simile a tombe di animali”.

– S. Girolamo dice perentoriamente: “Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare carne. Se gli animali servono per la mensa dell’uomo, non solo le lepri ed i fagiani dovrebbero imbandire le tavole, ma anche i vermi, le cimici e le serpi. Meta del cammino spirituale dell’uomo è il ritorno allo stadio originale prima del peccato, per questo è necessario escludere la carne dalla propria dieta che inchioda l’anima al corpo materiale”.

– S. Ambrogio che afferma: “La carne fa cadere anche le aquile che volano”.

– Porfirio, considerato da S. Agostino il più grande dei filosofi dice: “Gesù ci ha portato il cibo divino, il cibo carneo è nutrimento per i demoni.”

I cronisti al tempo di Gesù:

S: Girolamo, S. Benedetto, Tertulliano, Eusebio, Plinio, Papias, Cipriano, Pantaneo, Clemente ecc. Secondo questi Cristo e gli Apostoli insegnavano il rispetto per ogni creatura e di conseguenza erano vegetariani.

Gli ordini monastici

Benedettini, Cistercensi, Camaldolesi, Clarisse, Certosini, Carmelitani, Minimi, , Quaccheri, Avventisti del 7° Giorno, Movimento Gnostico Universale, Rosacroce, Trinitari, Domenicani, Trappisti, Monfortini ecc., si astenevano o si astengono dalla carne.

Comunità spirituali al tempo di Gesù:

Gli Esseni, i Nazorei, gli Ebioniti, i Terapeuti, gli Gnostici, i Montanisti, i Catari, i Valdesi ecc.

Santi vegetariani

S. Basilio di Poiana fa un elenco di tutti i Santi che praticarono l’astinenza dalle carni: S. Francesco da Paola, S. Francesco Cottolengo, S. Chiara da Montefalco, S. Filippo Neri, S. Pietro di Tarantasia, S. Pietro Regalado, S. Francesco Ferrer, S. Caterina da Siena, S. Fulgenzio, S. Bonaventura da Bagnoregio, S. Clemente, l’abate Migne, S. Bernardo di Chiaravalle ecc.

Manomissione dei testi sacri

Il primo a parlare di manomissione delle scritture fu Geremia (8,8) che dice: “Come potete dire “La legge del Signore è con noi?” A menzogna l’ha ridotta la penna menzognera degli scribi”.

– Celso 175 d.C.

– SGirolamo. Quando fu incaricato dal papa Damaso III a tradurre in latino il Nuovo Testamento, le innumerevoli contraddizioni, imperfezioni e diverse possibilità di interpretazione, lo portarono alla disperazione e a scrivere al papa che il mondo a venire lo avrebbe giudicato come “falsario della Bibbia” poiché doveva selezionare e decidere a propria discrezione cosa ritenere giusto o sbagliato e cosa fosse incompleto e cosa dovesse essere integrato.

– San Gregorio VII, si creò intorno una schiera di falsari che sfornavano ogni sorta di documento a seconda delle esigenze. Molti scritti originali furono ritoccati.

– Sisto V attenendosi al testo di Lovanio e con l’aiuto di Bellarmino intervenne sulla versione latina della Bibbia detta Vulgata scritta da S. Girolamo nel 4° secolo, perché in quel periodo si erano diffuse diverse versioni lacunose. Quando incontrava punti oscuri non si faceva scrupolo di aggiungere o levare parti del discorso con l’intento di renderlo più chiaro.

5.700 i manoscritti in greco della Bibbia che sopravvivono oggi, di questo solo 10 contengono la Bibbia intera come noi la conosciamo , di queste solo 4 sono state redatte prima del X° secolo. In tutti questi manoscritti gli studiosi hanno calcolato che ci sono 400.000 punti in cui le varie copie differiscono tra di loro, cioè il numero delle varianti del Nuovo Testamento è maggiore delle parole stesse che lo compongono. Alcune di queste varianti sono evidenti refusi commessi dal copista, altre sono delle modifiche effettuate deliberatamente per appianare diversi punti di vista teologici.

“Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti. Conosco tutti gli uccelli del cielo e ciò che si muove nella campagna… Mangerò forse la carne dei tori, berrò forse il sangue dei capri?” (Salmi 50: 10-13).

“Vai curare quelle pecore da macello che i compratori sgozzano impunemente e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito, e i pastori non se ne curano affatto. Io non perdonerò agli abitanti del paese.”. (Zacc. 11,4-6)

Ezechiele: “In quanto a voi, animali della terra, che avete sofferto a causa dell’uomo, verrà il giorno in cui preparerò una grande festa, un grande banchetto in cielo e voi gioirete alla presenza di Dio”.

Bookmark the permalink.

Lascia una risposta