Il rispetto per gli animali: condizione imprescindibile per un mondo migliore

Il recondito presupposto per cui la gente comune (e quella socialmente più impegnata) non si interessa del problema degli animali è che (a loro dire) ci sono problemi più importanti da risolvere:  economia, posti di lavoro, salario, pensioni, giustizia, scuola ecc. ecc. Si rimanda il problema animali a quando saranno risolti i problemi umani, cioè probabilmente a mai.

Io sono profondamente convinto che i problemi sociali non saranno risolti fino a quando l’essere umano avrà una coscienza umana ed una mentalità tale da non considerare il “problema animali” come un problema che riguarda direttamente la società e la civiltà umana perchè coinvolge la sfera mentale, morale, fisica, ambientale, economica e spirituale degli umani.

L’uomo arriverà a rispettare il suo simile, ad essere giusto, onesto, altruista solo quando saprà considerare ingiusto e crudele che miliardi di esseri innocenti, nella fattispecie gli animali (gli schiavi dell’era moderna,) vengano sistematicamente sfruttati, violentati e uccisi per mero vantaggio economico e gastronomico.

L’uomo non potrà mai rispettare il “grande” se è abituato a schiacciare il “piccolo”. Se il padre autorizza, anzi spinge il primogenito ad ogni crudeltà nei confronti dei fratelli minori sperare che il primogenito sviluppi il senso del rispetto e della giustizia è pura illusione. Se il soldato viene addestrato a rispettare solo il generale non è possibile sperare che possa nutrire rispetto per i suoi pari grado; per contro se quel soldato viene educato a rispettare il suo parigrado rispetterà sicuramente tutti i gradi intermedi. Ancora. Se una comunità di umani viene educata a massacrare tutti gli appartenenti alle comunità esterne, ad usare nei loro confronti ogni sorta di violenza e di ingiustizia sperare poi che questi abbiano il senso del rispetto e della giustizia nei confronti di coloro che appartengnono al clan è un’utopia.

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