IL PROFESSORE UMBERTO VERONESI, VEGETARIANO MA NON VEGANO

Diversamente da quanto attestato dai più accreditati istituti di ricerca in fatto alimentare (come l’American Dietetic Association e dai Dietitians of Canada, i quali affermano che le proteine vegetali sono perfettamente in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dell’uomo e che le diete vegane se ben bilanciate sono adeguate a tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima, seconda infanzia ed adolescenza, e promuovono una crescita normale), il prof. Veronesi, il sostiene che sia pericoloso per un bambino mangiare vegano, e che i bambini devono ricevere un’alimentazione completa e non “ridotta”. Sostiene inoltre che chi segue tale scelta alimentare deve necessariamente farsi seguire da un nutrizionista esperto e che Egli stesso è vegetariano e non vegano perché non ama i fondamentalismi (considerare estremista la scelta vegan è come ritenere estremista un genitore che vuole trattare allo stesso modo tutti i componenti della sua famiglia. Infine considera giusto e sacrosanto il principio della compassione per gli animali, ma che noi umani abbiamo diritto ad un giusto nutrimento, nel rispetto di regole etiche ed economiche. Come manifestare compassione verso miliardi di creature condannate fin dalla nascita alla schiavitù degli allevamenti intensivi e a morte prematura è tutto da dimostrare.

Io credo che molti rappresentanti della medicina ufficiale siano informati su tutto ciò che riguarda la malattia ma sanno poco su come conservare o recuperare la salute. I prodotti di derivazione animale non sono meno nocivi della carne, dal momento che sono proprio le proteine animali le massime imputate nelle principali patologie umane, da qualunque prodotto provengano. Consumare prodotti caseari, formaggi, latte e uova significa non solo ingerire colesterolo, grassi saturi, eccessi proteici ed ingenti quantitativi di farmaci somministrati agli animali per renderli più produttivi e immunizzarli alle varie malattie cui andrebbero incontro a causa di una vita infernale, ma avallare, giustificare l’esistenza dei mega allevamenti e la disumana condizione degli animali.

Perché mai i bambini, a differenza degli adulti (come afferma il prof. Veronesi), avrebbero bisogno di consumare proteine animali? Quali principi nutritivi si trovano nei prodotti animali che non troviamo nel mondo vegetale? La storia di qualche vegan estemporaneo non può mettere in discussione la realtà dei 700 mila vegani in Italia che (a differenza della quasi totalità degli onnivori) godono di una salute eccellente, compresi i figli, senza farsi seguire da un nutrizionista “esperto”: nessuna specie ha bisogno che qualcuno gli indichi gli alimenti adatti alla sua nutrizione.

Noi vegani abbiamo l’abitudine a far funzionare bene la testa, oltre che il cuore, e fare riferimento alle leggi stabilite per noi umani da Madre Natura la quale ci dice che il latte della mucca è adatto solo al suo vitellino non all’essere umano, come l’uovo è destinato a dar vita ad un pulcino non a fare la mionese.

Ritengo sia molto più saggio far assumere settimanalmente o mensilmente al bambino vegan una semplicissima pasticchina di B12 che avere la quasi certezza di esporlo alle più terribili patologie moderne, come infarto, ictus, malattie degenerative, autoimmuni, ipertensione, diabete ecc.

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