Idee rivoluzionarie su Dio

Affermare che Dio esiste è un azzardo, come lo è affermare che non esiste. Ma credo che sia più logico supporre che Dio esista piuttosto che credere che l’universo sia frutto del caso.

Non credo che la creazione sia un fatto staccato da Dio, credo invece che le cose siano parti stesse di Dio altrimenti la vita sarebbe un’imposizione e questo dimostrerebbe che Dio è ingiusto.

Credo che se tutti gli universi svanissero nel nulla Dio continuerebbe ad esistere.

Credo che la creazione non torni a beneficio di Dio ma della creatura (altrimenti che Dio sarebbe) e per questo credo che Dio sia ciò che consente alla vita di manifestarsi e di evolversi.

Tutto ciò che esiste, parte stessa di Dio, esiste da sempre, in dimensioni e forme differenti. Scopo dell’esistenza di tutti gli esseri viventi è la loro evoluzione, il loro progresso fisico, mentale e spirituale.

Attraverso l’esperienza della morte e del dolore ogni essere vivente sale di un gradino sulla scala dell’evoluzione incarnandosi in specie (e in individui) sempre più evolute.

Il male (identificato col dolore e la morte) è la condizione essenziale e imprescindibile affinché la vita stessa possa manifestarsi e l’individuo possa attuare il suo processo evolutivo. La sofferenza e il dolore sono i soli mezzi che consentono agli esseri viventi di acquisire esperienza, sviluppare intelligenza, progredire sul piano fisico, mentale, emozionale e spirituale.

Non credo che Dio sia l’artefice del bene e il Diavolo del male: gli animali carnivori sono strutturati per uccidere altri animali, come gli animali erbivori sono strutturati per uccidere creature vegetali; solo gli animali frugivori come l’uomo e le scimmie antropomorfe possono sottrarsi alla legge della violenza naturale, almeno per ciò che riguarda l’alimentazione.

Quanto più un animale è evoluto tanto maggiore è il sui libero arbitrio: un’arma a doppio taglio che consente una più rapida evoluzione o di stagnare nei livelli iniziali, pagandone le conseguenze.

Se il Tutto è in Dio e nulla è al di fuori di Dio il male e il bene sono parte stessa di Dio perché tutte le cose sono parti di Dio.

Non credo sia Dio ha imporre l’esistenza (sarebbe ingiusto) né a stabilire la specie e il corpo fisico delle creature: in questo caso gli esseri meno dotati di strumenti di difesa avrebbero da che obiettare: la forma fisica è l’espressione materiale del suo contenuto energetico: come potrebbe ciò che anima un leone incarnarsi in un vitello? L’aspetto fisico di ogni vivente è il corrispettivo materiale del suo livello evolutivo.

I grandi eventi che segnano il corso dell’evoluzione obbediscono alla legge universale di causa-effetto e questa non è un’invenzione dell’uomo né degli elementi ma di Dio, quindi Dio è l’artefice sia della vita che della morte, cioè sia dell’esistenza delle specie sia la causa della loro stessa estinzione, sia delle lotte tra i componenti di una stessa specie sia di quelle tra specie diverse. Di conseguenza Dio è artefice delle lotte tra esseri umani (compresa la violenza e la guerra) cioè di tutto ciò che noi definiamo male perché anche questo è soggetto alla Legge e la Legge è voluta da Dio.

Questo non significa che i crimini commessi dall’uomo sono attribuibili a Dio. La vita si estrinseca all’interno di un programma prestabilito (nulla avviene per caso) in cui l’individuo ha la possibilità di compiere nessuna, una o cento azioni positive che gli consentono di evolvere. All’interno di questo programma l’individuo si esprime a seconda del suo livello evolutivo: del dolore causato ne pagherà le conseguenze, del bene fatto ne vedrà gli effetti positivi, ma tutto avviene all’interno della Legge e tutto ciò che accade, in bene o in male, consente a chi subisce il male di evolversi mentre chi lo causa ristagna nella condizione iniziale, ma anche in questa condizione, solo per il fatto di esistere l’individuo compie un piccolo passo in avanti. La sommatoria planetaria degli effetti positivi voluti dalle legge consente l’evoluzione inarrestabile di tutte le cose. Se così non fosse la Terra e tutti i suoi componenti sarebbero ancora ai primordi.

Attraverso il libero arbitrio le creature più evolute possono sottrarsi alla legge causa-effetto e quindi liberarsi dal dolore che ne deriva senza per questo cessare di evolversi, anzi la scelta nata dalla consapevolezza e dalla coscienza è ciò che maggiormente consente l’evoluzione.

Tutte le cose viventi per esistere sono costrette ad uccidere. Chi ha inventato la morte delle galassie e quella delle cellule? Non certo il Diavolo perché è proprio in virtù della morte che può perpetuarsi la vita e le creature possono evolversi. Tutti gli animali per vivere mangiano altre creature: i carnivori mangiano animali erbivori, gli erbivori mangiano creature vegetali e i vegetali si nutrono di elementi inorganici. Se gli esseri cessassero di divorarsi a vicenda la vita stessa cesserebbe di esistere nell’universo. Per gli animali erbivori il male è l’animale carnivoro, per le piante è l’animale erbivoro, per l’uomo sono gli elementi naturali e la violenza che gli uomini procurano a se stessi. Ma tutto ciò che viene sia dall’esterno che dall’interno dell’uomo obbedisce alla Legge. All’interno di questa legge ogni essere vivente partecipa, per mezzo del relativo libero arbitrio e a seconda del suo livello evolutivo, alla sua stessa evoluzione.

Il Diavolo (come comunemente concepito) non esiste, se esistesse sarebbe agli antipodi di Dio, cioè se Dio è, per definizione, vita, gioia, luce il Diavolo dovrebbe cercare di essere morte (cioè non esistenza), dolore, tenebre ma pare che neanche il Diavolo ha voglia di soffrire: il Diavolo vuole vivere e non soffrire, per ottenere questo deve essere buono, gioia, luce ecc. cioè desiderare di essere come Dio, il che è un controsenso. Tutto ciò che gli viene attribuito è solo l’espressione disarmonica delle cose in via di evoluzione. Qualunque piano criminale ha bisogno che tutto proceda bene affinché si realizzi, cioè il Diavolo avrebbe bisogno del bene per realizzare i suoi piani: anche questo sarebbe un controsenso.

E i massacri, le guerre, gli stupri, la fame nel mondo ecc. sono anch’essi voluti da Dio? Nel Tutto armonico non esiste l’incidente, il non previsto: tutto è terribilmente consequenziale. Il Tutto risponde inesorabilmente alla Legge e la legge è stabilita da Dio all’interno della quale gli esseri evoluti si esprimono in modo armonico o disarmonico: nel primo caso non subiscono l’effetto della legge, nel secondo caso ne pagano le conseguenze. Il dolore che viene dalle scelte disarmoniche dell’uomo, come conseguenza del contrasto, della violenza e anche della morte, sono opera dell’uomo non del Diavolo, esse rispondono alla legge di causa –effetto ma la legge è voluta da Dio. Ma attraverso il dolore, che la creatura causa o subisce, impara e si evolve, e questo è lo scopo dell’esistenza, alla quale tutto è subordinato.

Il dolore è lo strumento attraverso il quale ogni cosa subisce la spinta verso la sua inevitabile evoluzione integrale e quindi la possibilità di sviluppare intelligenza e sensibilità. La sofferenza e il terrore della morte sono una spada puntata dietro la schiena di ogni essere vivente che lo spinge a fuggire il dolore (che porta alla distruzione) difendendo il proprio corpo, la propria vita e quindi conservare se stesso.

Il male si manifesta attraverso il dolore. Il dolore o viene dall’esterno (cioè dagli elementi naturali) o dall’interno dell’uomo, cioè dalle sue scelte e si manifesta attraverso la sofferenza fisica, psichica o emotiva.  Ma chi è l’artefice del male che viene dall’esterno, cioè del dolore causato dai terremoti, alluvioni ecc.? Gli elementi non sono responsabili del dolore che causano perchè obbediscono alla Legge, ma del dolore che essi procurano chi è responsabile? Nulla avviene per caso e ogni cosa contribuisce al piano evolutivo degli esseri viventi, anche se questi soccombono, ma nel Tutto armonico nulla sia crea e nulla si distrugge e ogni organismo vivente ritorna in una forma più evoluta a proseguire il suo cammino evolutivo.

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