Eutanasia si o no

di Franco Libero Manco

Credo che la morte sia solo il passaggio da una dimensione ad un’altra e che ad ogni morte si sale di un piccolo gradino. Ritengo pure che nulla avviene per caso e che solo attraverso la sofferenza è possibile attuare la nostra evoluzione.  Credo che nessuno abbia il diritto di porre fine alla propria vita perché la vita va rispettata e che il comportamento negativo di ognuno si ripercuote sulla coscienza collettiva. Ma di fronte ad una sofferenza insopportabile e senza possibilità di recupero l’uomo deve poter scegliere tra il continuare a soffrire o porre termine alla sua vita perché nessuno conosce il livello di sopportazione del dolore di un individuo.

Il problema diventa più complesso quando a soffrire è una persona non in possesso delle proprie facoltà mentali e vi sarebbe pericolo se la legge fosse estensibile anche a chi, in preda a sconforti o depressioni temporanee, decidesse di farla finita. Ritengo che ognuno dovrebbe poter stabilire, (quando è nel pieno delle sue facoltà mentali) la sua sorte in caso di incidente grave che annulla la facoltà di intendere e volere e di comprovata impossibilità di recupero.

Altrettanto complesso è il problema relativo ad un animale gravemente ammalato con  comprovata impossibilità di recupero. In questo caso io credo che se l’animale potesse metterebbe fine alle sue sofferenze lo farebbe sicuramente, perché questo io vorrei per me stesso. Certo è un compito gravoso ma anche questo a volte può essere amore, anzi credo che è più crudele chi lungamente fa soffrire da chi uccide.

Ogni qual volta ci troviamo di fronte a dei problemi di ordine ideologico, morale o spirituale la cosa migliore è chiedersi che cosa vorremmo in quelle circostanze per noi stessi. La sola legge morale valida sotto tutti i cieli è “non fare ad altri ciò che non vorresti per te stesso e fare ad altri ciò che vorresti ti fosse fatto”.

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