Chiudere i mattatoi

“Finché vi saranno i mattatoi vi saranno i campi di battaglia.” George Hermann

È uno slogan. Un’assurda speranza. Un’utopia. Ma tutte le grandi innovazioni nascono nell’utopia. E nessuno si illude. La nostra battaglia è impari e disperata. Noi siamo come delle formiche che hanno dichiarato guerra ad un elefante. Ma sappiamo che anche un elefante ha i suoi punti deboli e che se agiremo concordi e determinati vinceremo la nostra battaglia.

Sappiamo benissimo che forse solo i figli dei nostri figli vedranno l’alba di un’umanità senza più la sofferenza planetaria ed i fiumi di sangue versato dei nostri fratelli animali. Ma siamo certi che questo accadrà, perché è nell’ordine naturale delle cose.

Noi siamo gli “anticorpi” dell’Organismo Terra, per questo stiamo ponendo a dimora il seme della chiusura definitiva dei mattatoi. Il percorso sarà lungo ed insidioso ma alla fine l’amore, la civiltà e la giustizia vinceranno, inevitabilmente: perché il futuro appartiene a chi difende la Vita.

Io sono sicuro che non passeranno molte generazioni e nei luoghi dove ora sorgono i mattatoi vi sarà una stele commemorativa, a perenne ricordo del lato più oscuro della storia e della coscienza umana, su cui, probabilmente, sarà scritto:

“In questo luogo, ad imperitura vergogna dell’intero genere umano, milioni di animali muti, indifesi ed innocenti vennero sistematicamente massacrati per essere divorati dagli umani. In questo luogo di spavento e di dolore sono stati versati fiumi di sangue, non per odio, non per vendetta ma per il semplice piacere della gola. In questo luogo hanno sofferto il terrore della morte e l’agonia non mostri sanguinari, feroci predatori ma miti e servizievoli nostri compagni di viaggio. In questo luogo fu negata la fratellanza biologica universale, fu disprezzata la vita e la sofferenza, fu calpestata la pietà, fu ucciso il rimorso, derisa la compassione, schernito l’amore, in questo luogo di orrore e di barbarie, in questo campo di perenne sterminio, in questa fucina di crudeltà e di insensibilità, in questo luogo trionfò a lungo non la civiltà ma l’arroganza più vile e regressiva, non l’amore ma l’egoismo più impietoso e distruttivo, non la giustizia ma l’ignoranza e la morte.”

In questa prima fase del progetto occorre:

– far considerare i mattatoi come simbolo della battaglia animalista per spingere le varie associazioni e movimenti ad impegnarsi in modo prioritario nel raggiungimento di questo obiettivo;

– organizzare programmi di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica mediante volantinaggi, tavoli di informazione, conferenze e quant’altro utile allo scopo a dimostrare l’ingiustizia e gli orrori della cultura dei mattatoi e dell’alimentazione carnea;

– raccogliere suggerimenti su come mettere in atto programmi intesi a suscitare nella gente il giusto e naturale disgusto per la carne;

raccogliere adesioni alla campagna di personaggi del mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte.

– mettere in atto l’ennesima petizione da inviare al Papa con la richiesta di invitare i fedeli al rispetto degli animali.

– organizzare manifestazioni di protesta davanti ai mattatoi con l’invito agli addetti alla macellazione di abbandonare il lavoro da macellaio perché, come quello di pescatore, indegno di un essere civile.

– proposta di erigere un monumento a tutti gli animali massacrati dall’uomo nei mattatoi e non.

– lanciare la proposta provocatoria in modo che ognuno che mangia la carne debba dover uccidere   con le proprie mani l’animale che intende divorare, oppure proporre visite guidate ai mattatoi dove ognuno può rendersi conto da dove viene la sua bistecca.

Ultima ed importante considerazione.

Dagli ultimi dati risulta che in Italia vi siano circa 2 milioni di vegetariani. Ma considerando che nelle case degli italiani vi sono circa 30 milioni di animali domestici è lecito supporre che coloro che amano gli animali possano essere almeno 10 milioni:  un esercito di persone potenzialmente vegetariane.

Occorre dunque fare in modo che tutti gli animalisti diventino vegetariani. Se questo dovesse accadere l’industria della carne subirebbe un colpo terribile.

Coloro che volessero dare una mano sono pregati di dare il proprio contributo con suggerimenti o l’invio di materiale utile allo sviluppo del programma.

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