Biocentrismo: cultura dell’Amore Universale

Se ogni civiltà si attua in virtù del superamento delle discriminazioni e delle antinomie, nessuna filosofia, come quella animalista, porta a compimento il progresso integrale dell’uomo finora precluso dalla concezione specista e dalla visione antropocentrica della vita.


La civiltà umana tende inevitabilmente verso l’etica universale della filosofia biocentrica: è nell’ordine naturale delle cose protese al superamento della lunga fase storica della violenza tra gli esseri umani e tra questi ed il resto del creato.

La filosofia biocentrica, in virtù della sua visione olistica, va oltre ogni dottrina ed ogni principio morale che limita il suo interesse e la sua sfera d’azione alla sola specie umana. Nessuna dottrina, come quella biocentrica, valorizza le differenze formali e sostanziali del macrocosmo componente la Vita e concretizza il sentimento del Padre Creatore verso ogni essere vivente, ponendo le basi per la realizzazione del Regno di Dio e l’attuazione della pacifica convivenza tra tutti i viventi. Il sentimento dell’amore universale della coscienza biocentrica è sicuramente quello più vicino al modo di amare di Dio.

II sentiero della giustizia di Zoroastro, la via della compassione del Buddha, la nonviolenza totale del Giainismo, la fratellanza universale dei Veda, la ricerca della purificazione del Tao attraverso l’alimentazione incruenta, trovano perfetta attuazione nella visione sincretista del biocentrismo.

Il sentimento di condivisione della cultura biocentrica, nella valorizzazione della sacralità della vita in tutte le sue multiformi espressioni, trova il suo perfetto compimento negli individui della specie umana, come la sola forza in grado di liberare l’essere umano dall’egoismo, dall’indifferenza e dall’insensibilità verso le altrui necessità vitali. Inoltre, la conseguente alimentazione incruenta del biocentrismo restituirà all’uomo la sua salute mentale e fisica, sconfiggendo le molte malattie, anche tumorali, dovute all’innaturale e dannosa alimentazione carnea.

La concezione antropocentrica, in gran parte responsabile della disumanizzazione della coscienza umana col suo tendenziale disprezzo verso tutto ciò che non è essere umano, è inevitabilmente condannata dall’evoluzione antropologica e biologica a cedere alla cultura della Vita del biocentrismo.

Tutto ciò che è parziale, settoriale, limitante, che non tiene conto dell’interdipendenza universale delle cose e che non estrinseca in modo sferico il principio del “non uccidere”, sarà, in un futuro, considerato anacronistico, involutivo, retrogrado, come ciò che si oppone alla vita e all’evoluzione integrale dell’uomo.

In futuro, speriamo non troppo lontano, l’ingiustizia, la violenza, il crimine non sarà più o meno grave a seconda della specie a cui appartiene la vittima. Gli animali, le piante non avranno più valore in rapporto all’utile umano, ma ogni cosa sarà considerata fine a se stessa, per il suo intrinseco valore.

Tutto ciò che vive ed è in grado di soffrire, sarà considerato soggetto di diritto, non per imposizione della legge, ma perché la coscienza collettiva avrà incarnato il principio, comune a tutte le grandi dottrine, del “non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto“.

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