Universalismo, strumento di pace e di armonia tra corpo, mente e spirito

Vegetariani per sempre

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UNIVERSALISMO,

STRUMENTO DI PACE E DI ARMONIA

TRA CORPO, MENTE E SPIRITO

Conferenza del Dr. Franco Libero Manco
Presidente AVA

L’UNIVERSALISMO

L’Universalismo è la più grande rivoluzione esistenziale sognata dall’uomo; supera in ampiezza e profondità etica i limiti della cultura antropocentrica ed espande i suoi codici di amore, di altruismo, di rispetto alla libertà e alla vita dall’uomo ad ogni essere senziente.

L’Universalismo, come stile di vita, può consentire il rinnovamento della coscienza

e del pensiero dell’essere umano.

Attraverso la sua visione sincretista libera l’uomo dagli antagonismi ideologici, culturali, razziali, religiosi.

Attraverso la cultura delle cause e del senso critico costruttivo libera l’uomo dai condizionamenti mentali.

Attraverso l’alimentazione vegetariana libera l’uomo dalla malattia.

Attraverso la valorizzazione delle differenze formali libera l’uomo dalla violenza tra gli esseri umani e tra questi e gli altri animali.

Attraverso l’educazione dell’infanzia ai valori fondamentali della Vita

libera l’uomo dall’egoismo e dall’impulso lesivo.

Attraverso la compassione e la scienza del cuore inclina l’essere umano

alla fraterna collaborazione e alla pace.

La visione etico-sociale dell’Universalismo fa riferimento allo schema figurativo del mosaico le cui tessere assemblate armonicamente concorrono a dar vita all’immagine d’insieme. Come ogni tessera così ogni popolo ed ogni individuo che lo compone è un elemento unico ed insostituibile nella misura in cui concorre a relazionarsi armonicamente con il Tutto, con gli altri popoli, il suo simile, gli animali ed ogni essere vivente con il quale divide la stessa casa, l’ambiente naturale. Ogni essere è parte di un solo grande organismo, in cui nessuna parte può essere esclusa, ferita o mutilata senza causare disarmonia all’insieme.

Nella valorizzazione delle differenze formali e sostanziali componenti la sfera biologica, ogni cosa si riappropria del suo valore intrinseco in virtù della sua specifica funzione e della ricchezza della sua diversità.

Tutto esiste perché le cose sono sostanzialmente e fisicamente differenti tra loro. La vita nasce come conseguenza armonica tra realtà opposte. Tutto nasce da un’unica sostanza e non c’è separazione nell’universo: nulla è separabile dal resto, dal suo contesto naturale. Tutte le cose sono interconnesse. Ogni cosa è necessariamente sorretta da un’altra dalla quale dipende la sua stessa esistenza. Ogni singolo essere vivente è un’entità unica ed irripetibile. Come la cellula di un organismo se isolata è destinata a morire, così i “componenti” del mosaico se estrapolati dal piano vitale perdono ogni riferimento ed ogni potenziale capacità di evoluzione. Ogni cosa ha necessariamente bisogno di relazionarsi armonicamente con il suo contesto per dar vita ad una programma di espansione sempre più vasto, occupando il suo peculiare posto nel disegno della vita.

Come ogni tessera del mosaico ha la sua insostituibile importanza, nel piano complessivo della vita, ogni popolo ed ogni individuo trova la sua giusta collocazione per la massima valorizzazione delle sue risorse nella volontà di interagire armonicamente con il resto. La mancanza di una sola tessera rende il progetto incompleto, imperfetto, sofferente che coinvolge e danneggia il progresso evolutivo dell’insieme.

La consapevolezza della propria relatività di fronte all’unicità del Tutto deve spingere le differenti parti ad integrarsi tra loro in modo da non essere in antitesi, in preda ad una lotta sterile, che limita, disgrega, impoverisce, ma una sola realtà che si arricchisce proprio in virtù della differente bellezza di ognuna: Unificando gli aspetti più costruttivi di ogni dottrina morale e culturale si potrà realizzare una sola ed universale legge di vita valida per tutti gli esseri umani.

Il compito di ogni religione, come quello di ogni dottrina o di ogni filosofia (nell’ottica dell’Universalismo) non deve essere quello di convertire gli uomini alla propria fede quanto quello di evidenziare ciò che unisce e fortifica per sconfiggere ciò che separa e disgrega, allo scopo di edificare una nuova cultura sociale all’insegna dell’amore universale e possa fiorire nell’uomo l’idea di una coscienza più giusta, più sensibile, più fraterna in grado di superare le barriere ideologiche, politiche e religiose in cui ognuno è parte integrante di un sola grande comunità, di una sola patria.

La diversità dell’altrui credo non deve essere intesa come un nemico da combattere o convertire alla propria fede ma come una nuova fiaccola che si aggiunge alla luce della civiltà in cammino. Ogni dottrina viene considerata nel vero nella misura in cui cerca di unificare i differenti aspetti sostanziali delle cose per metterle al servizio del bene collettivo e della Vita. La nuova cultura dell’Universalismo non cerca di creare nuove verità ma mettere in sintonia le singole verità dei componenti il mosaico della Vita.

Come a scuola l’individuo studia le differenti materie per avere relativa conoscenza del tutto, così è per la cultura dell’Universalismo. E’ indispensabile che ogni “componente” il mosaico conosca le differenti tessere a cui è relazionato per sentirsi parte fondamentale dell’immagine d’insieme, che egli concorre a realizzare, e sia responsabile e artefice del suo destino individuale e di quello collettivo.

IL CORPO, LA MENTE, LA COSCIENZA, LO SPIRITO

Considerazioni generali

Platone (428-348 AC) in un dialogo con l’amico Carmide:

Non dovresti curare gli occhi senza curare la testa o la testa senza curare il corpo.

Così anche non dovresti curare il corpo senza curare l’anima.

Questo è il motivo per cui la cura di molte malattie è sconosciuta ai medici, perché sono ignoranti nei confronti del Tutto che anch’esso dovrebbe essere studiato, dal momento che una parte  specifica del corpo non potrà star bene a meno che non stia bene il Tutto.

Jean Rialland: “La medicina che si limita all’intervento farmaceutico senza riformare l’individuo, è un’azione di frode, di oscuramento mentale e di miseria spirituale”.

Il cibo influenza la mente, la coscienza, la salute e la sfera spirituale dell’individuo.

Il fatto che un individuo scelga di alimentarsi con un determinato prodotto indica che la sua mente

e la sua coscienza sono al livello evolutivo del cibo per cui si sente attratto.

 

“FINCHÉ GLI UOMINI SI CIBERANNO COME LE TIGRI

ESSI MANTERRANNO LA NATURA DELLA TIGRE” (A. Kingsford)

Non è possibile curare il corpo senza curare la mente, come non è possibile curare la mente senza curare il corpo e la coscienza. Per questo l’essere umano non riesce a liberarsi dal male che lo incatena alla malattia e al dolore, alla morte precoce e gli impedisce di trovare il benessere, la salute e la felicità nella vita.

Il male nel mondo si manifesta attraverso l’ingiustizia, la violenza, l’omicidio, la rapina, la tortura, la fame, la malattia… La conseguenza di tutto questo è il dolore fisico, mentale, morale emozionale che impedisce l’armonia, la pace, il benessere, la felicità degli individui.

Per essere felici nella vita è necessario avere buona salute fisica, equilibrio mentale, capacità emozionale e apertura alla dimensione spirituale. Trascurare anche una sola di queste componenti significa esporsi a sofferenza, inquietudine, malessere, infelicità.

Il benessere di una persona, inteso come salute fisica, equilibrio mentale, serenità emozionale e dimensione spirituale è paragonabile ad un tavolo con quattro gambe: se una è più corta o manca del tutto, l’equilibrio del tavolo è instabile; se ne manca più di una inevitabilmente è destinato a cadere. Il benessere dell’individuo è assicurato solo se le componenti fondamentali della sua natura sono solide e sviluppate nella stessa misura. Concentrarsi solo sul “benessere” o nella stabilità di una sola “gamba” trascurando le altre si è destinati all’insicurezza, all’instabilità, alla caduta e quindi al dolore e all’infelicità. Ma quando ci si concentra troppo sui dettagli molto spesso si perde la visione dell’insieme.

INTERAZIONE TRA LE PARTI

Secondo il pensiero di molti maestri spirituali l’entità umana risulta costituita da: corpo fisico, mentale, emozionale, spirituale, astrale, energetico, causale e karmico. Ma i corpi di cui principalmente ci occuperemo saranno i primi quattro.

 

Quando gli individui della specie umana trascurano le leggi della biochimica che governano il suo organismo tendono inevitabilmente verso la malattia e il dolore. Se l’individuo soffre a causa di una malattia la sua mente non può essere serena. E come può la sfera emotiva non essere turbata da pensieri turbolenti, conflittuali? Quando la sfera sentimentale si esprime in modo disarmonico, come può l’individuo essere in pace con se stesso e con gli altri? La serenità d’animo rende più agevole l’apprendimento, la conoscenza, lo sviluppo del pensiero critico e quindi dell’intelligenza.

La vera conoscenza dell’altro, in senso lato, viene dalla partecipazione empatica dell’oggetto osservato, mentre l’indagine conoscitiva che si manifesta aprioristicamente in termini di chiusura pone un ostacolo tra se e il mondo circostante.

CORRELAZIONE TRA I 4 COMPONENTI DELL’ENTITÀ UMANA

Lo Spirito dell’uomo permea e influenza le 4 componenti dell’entità umana (corpo, mente, coscienza e spirito). Lo spirito è superiore alla coscienza, come la coscienza è superiore alla mente e la mente superiore al corpo. Dal momento che l’entità umana risulta composta dai suddetti quattro componenti, e che non vi è azione che non li coinvolga simultaneamente, se ne deduce che non è possibile risolvere radicalmente uno dei 4 problemi intervenendo su un solo componente.

Interazione mente, corpo, spirito. L’uomo è ciò che mangia e in base a ciò che mangia pensa e di conseguenza si comporta. Ciò che entra nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, l’acqua, l’aria, il pensiero degli altri, i suoni ecc. costituisce il nostro organismo. Se ciò che forma il nostro corpo è povero di nutrienti, contaminato e impuro anche la mente, la coscienza e lo spirito ne subiranno gli effetti. Dal momento che nessun Componente (con esclusione della dimensione spirituale) potrebbe esistere senza l’esistenza degli altri, se ne deduce che sono tra loro inseparabili. Anche la componente spirituale, che si presume appartenga alla sfera extracorporea, non può che essere coinvolta.

Se mangiare cibi incompatibili con la nostra natura si pagano, prima o poi, le conseguenze con la malattia e col dolore, allo stesso modo un pensiero negativo causa disarmonia e disordini mentali, che si ripercuotono nella sfera emotiva.

C’è una profonda correlazione tra ciò che mangia l’individuo la sua salute, il suo pensiero, il suo carattere, la sua condotta, la sua sfera energetica, morale e spirituale, il suo relazionarsi con l’ambiente. Come c’è una profonda correlazione tra violenza agli animali e violenza umana; tra insensibilità verso la condizione degli animali e insensibilità verso la condizione degli umani; tra uccidere gli animali e massacrare uomini in guerra.

Ogni terreno produce una particolare vegetazione, come ogni specie si alimenta di un particolare prodotto della terra a seconda della specie di appartenenza ed è per questo che le 4 componenti di cui sono composti tutti gli animali sono armonici tra loro. Se ad un certo punto accade qualcosa di imprevisto, per sopravvivere svilupperanno l’astuzia, l’intelligenza mentre le altre tre componenti resteranno ad un livello inferiore generando scompenso.

Ogni specie si nutre con un particolare cibo, il più adatto alla sua evoluzione. Ma col tempo le specie si evolvono ed istintivamente scelgono nuovi alimenti. Immaginiamo che in un prato vi siano delle erbe di cui si nutre una specie erbivora e che ad un certo punto queste erbe diventino sempre più rare e che quella specie per sopravvivere si adatta a mangiare altre piante non proprio adatte alle esigenze del suo organismo al punto che apparirà inopportuno tornare a mangiare le erbe per cui era stata destinata. Così è per l’uomo moderno.

La sofferenza è comune a tutti gli esseri viventi ed è garanzia alla sopravvivenza di tutti. Più è grave la necessità di sopravvivere più una specie svilupperà l’astuzia e l’intelletto.

 

A causa della loro interazione vengono ad instaurarsi 4 stadi di intossicazione. Il primo è quello fisico: la malattia che si manifesta per mezzo del dolore, condiziona l’individuo rendendolo inabile a gestire la propria vita, i propri interessi, la propria attività lavorativa. Questa situazione condiziona la sua mente, i suoi pensieri.

Dato che le 4 componenti fondamentali dell’entità umana sono tra loro inseparabili, quando una di queste è preponderante sulle altre viene a generarsi una sorta di scompenso nella natura essenziale dell’essere umano. Tutte le 4 componenti devono evolvere simultaneamente affinché l’individuo possa realizzarsi integralmente. L’individuo che si interessa prevalentemente di una di queste trascurando le altre non sarà mai un individuo felice, in piena forma fisica, con pensieri di saggezza ed una coscienza sensibile. Il culturista o lo sportivo in genere che cerca nella forma fisica la sua realizzazione trascurerà sicuramente le altre componenti e difficilmente sarà una persona completa e felice. Allo stesso modo lo scienziato che cura solo o prevalentemente la sua sfera intellettiva, come il poeta o l’umanista che vede nella parte emozionale l’aspetto più importante dell’esistenza o come il santo che si rifugia totalmente nella dimensione spirituale trascurando il valore della scienza e l’importanza della salute.

La mente non potrebbe migliorare se stessa se non facesse parte di un corpo, così il corpo non può migliorare se stesso senza la sua parte pensante, allo stesso modo la coscienza non può migliorare se stessa senza la volontà del soggetto, cioè senza l’azione della mente da parte della materia che la costituisce. In realtà corpo, mente e coscienza sono tre mondi che si compenetrano, che si influenzano reciprocamente e sono tra loro indivisibili al punto che se una delle tre componenti viene a mancare l’individuo cessa di esistere. Quindi se le tre componenti sono inseparabili per deduzione si può supporre che alla morte del corpo fisico dell’uomo si estinguono anche la mente e la sfera emotiva. Mentre la mente e la componente emozionale possono essere riconducibili ad espressioni dell’entità fisica vivente, la dimensione spirituale, non dimostrabile scientificamente, è qualcosa che appartiene all’esterno dalla parte corporea, e quindi è solo una deduzione della sua esistenza.

E’ difficile affermare che la vita sia un prodotto della materia. La forza che spinge alla reazione chimica, alla fotosintesi che permette di costruire la materia organica a partire da luce, acqua e anidrite carbonica, che emettono ossigeno come scarto senza la quale non esisterebbero né piante né animali, la materia inanimata (la stella primordiale) come ha potuto trasformarsi in esseri viventi senza quella forza esterna che tutto pervade? Quindi si può dedurre che la dimensione spirituale, essendo direttamente collegata all’entità umana e che esiste da prima della dimensione corporea (e che, si suppone, esisterà anche dopo la morte del soggetto), anch’essa resta influenzata dall’entità materiale. Tutto è all’interno dell’Uno e quando il corpo materiale si frammenta i suoi componenti restano, sotto altri aspetti, all’interno dell’Uno perché nulla sia crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, secondo la legge della conservazione degli elementi formulata da Lavoisier nel 1789.

Il perfetto equilibrio tra le parti, è ciò che consente alle cose di esistere. La forza che fa tendere le cose alla loro interazione simbiotica è ciò che genera la vita nell’universo. Il bene si manifesta attraverso l’intesa delle parti. Senza armonia tra le parti nulla di costruttivo può manifestarsi nell’universo materiale. La disarmonia porta alla distruzione, al non essere, all’estinzione.

Credere nel bene, nel valore oggettivo delle cose, sperare nella loro realizzazione significa credere in quella forza che tutto pervade e che dà alle stesse la possibilità di esistere e di evolvere e quindi, per chi crede, a Dio stesso. Le malattie generano una disarmonia, di conseguenza anche la mente ne risente e i pensieri divengono più labili, si diventa più egoisti, l’attenzione viene rivolta verso se stessi, si diventa irascibili, di questo stato di cose me risente la mente e la coscienza.

Se anche un solo organo è malato inevitabilmente ne soffre l’intero organismo. Ma se si vuole operare la guarigione di una delle parti è necessario intervenire anche sulle altre. Il benessere integrale dell’individuo si raggiunge solo quando le componenti non solo sono sviluppate allo stesso livello evolutivo ma essere armoniche tra loro, cioè avere l’identico grado evolutivo. Quando una sola di queste viene trascurata, non si sviluppa allo stesso livello delle altre due, si crea una sorta di scompenso che genera disarmonia nell’entità e quindi sofferenza fisica, psichica o emozionale.

Una persona, ritenuta giusta e di sani principi morali che però usa mangiare la carne prima o poi si ammalerà sia perché non ha capito, a livello mentale, che questo alimento è incompatibile con la sua salute e sia perché la sua coscienza non è abbastanza sensibile da condividere la sofferenza degli animali e di conseguenza, secondo la legge della causa-effetto, ne pagherà le conseguenze con la sofferenza. Così se si vuole intervenire sulla mente dell’individuo sarà necessario considerare il livello evolutivo raggiunto dal corpo e dalla coscienza; se si vuole che un individuo sviluppi la sua sfera emotiva sarà necessario tener conto della dimensione fisica e psichica dell’individuo.

Può succedere che un individuo abbia un fisico in apparenza in buono stato ma la sua ottima salute non durerà a lungo se vengono trascurate le altre componenti. A volte succede (come alcuni asceti e santi) che ad un fisico ammalato corrisponda una grande sfera spirituale, ma l’individuo è sofferente perché ha trascurato una delle sue componenti, il corpo, quindi non ha realizzato il benessere integrale richiesto dalla natura per essere felice, perché in realtà un uomo ritenuto santo che mangiava la carne ha, a mio avviso, è una persona non realizzata integralmente, in tute le componenti fondamentali del suo essere.

ALIMENTAZIONE E SALUTE

L’essere umano, alimentandosi in conformità alle sue esigenze fisiologiche, potrebbe vivere circa 7 volte il suo periodo di sviluppo, come i mammiferi alla cui classe appartiene, e raggiungere l’età delle popolazioni vegetariane che non di rado raggiungono 130 anni di età, come gli Hunza del Kashmir, i russi del Caucaso, i Vilcambas dell’Equador, gli indiani del Toda e dello Yucatan, per contro le popolazioni prevalentemente carnivore, come gli esquimesi hanno una vita media di circa 30 anni e pare anche il più basso quoziente intellettivo.

La realtà dell’ottima salute dei vegetariani sia del tempo recente come in qualunque età della storia è in grado di sconfessare qualunque attacco tendente a screditare il vegetarismo. Milo, filosofo-atleta pitagorico, la cui forza sovrumana lo rese famoso nel mondo classico, era vegano: un esempio concreto dei benefici di questa dieta. Tiana, suo assiduo seguace, aveva una salute eccezionale e anch’egli era vegano. E l’elenco potrebbe continuare con gli atleti vegetariani contemporanei primatisti mondiali in ogni disciplina sportiva.

La letteratura medico-scientifica, derivante da convegni nazionali ed internazionali, in merito alle patologie correlate all’alimentazione, da molti anni mette in risalto i fattori protettivi degli alimenti vegetali evidenziando nel contempo la pericolosità degli alimenti carnei e dei grassi animali quali fattori predisponenti a molte malattie comprese quelle cardiocircolatorie e tumorali.

Ben 150 studi condotti in ogni parte del mondo hanno dimostrato che frutta e ortaggi proteggono dal cancro e che carne e grassi animali sono ritenuti responsabili dell’insorgenza di forme tumorali. Lunghi ed approfonditi studi condotti nell’ambito dell’OMS, hanno sottolineato la correlazione tra alimentazione carnea ed insorgenza di malattie neoplastiche e malattie autoimmuni. L’OMS per combattere tali malattie indica come migliore prevenzione l’alimentazione a base di cibi integrali verdure ed alimenti di origine vegetale. Analizzando poi altre patologie, come osteoporosi, malattie renali, malattia diverticolare, calcolosi della colecisti, artrite reumatoide e demenza, risulta che i mangiatori di carne hanno un rischio doppio o triplo di ammalarsi rispetto ai vegetariani.

Che la carne sia responsabile di moltissime patologie comprese quelle cancerogene è oramai affermato da noti scienziati, medici e ricercatori in tutto il mondo che sperimentalmente hanno messo in relazione le malattie più terribili degli ultimi tempi con l’alimentazione carnea che solo negli USA ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso. Dati statistici affermano che sono in aumento i tumori che colpiscono anche i bambini. Per contro sappiamo che l’alimentazione vegetariana previene moltissime malattie specialmente: stipsi, diabete, reumatismi, disturbi epatici, coliti, gotta, malattie cardiache e tumorali, addirittura può prevenire il 97% delle occlusioni coronariche, il 90% di ictus, l’80% di intossicazioni alimentari, il 70% di ipertensione, i 40% di obesità e cancro.

DIETA E COMPORTAMENTO UMANO

I precursori di molti neurotrasmettitori cerebrali, che controllano l’attività nervosa e mentale, provengono da aminoacidi essenziali; la dieta vegetariana influenza le modifiche apportate dai neurotrasmettitori allo stesso modo di come errori dietetici producono conseguenze negative sugli equilibri cerebrali e contribuiscono all’insorgenza di disturbi comportamentali, come gli studi della più recente ricerca biomedica effettuati dal dr. Giuseppe Jerace il quale afferma che il nostro comportamento sarebbe significativamente influenzato dal tipo e dalla qualità della nutrizione e che una dieta vegetariana favorirebbe forme comportamentali più armonicamente socializzanti come risultato di un migliore equilibrio degli aminoacidi e delle vitamine apportate dal regime vegetariano.

La malattia viene a generarsi a causa di intossicazione dell’organismo, avvelenamento progressivo che diviene cronico. Quando le tossine accumulate superano le capacità dell’organismo di smaltirle e neutralizzare i loro effetti negativi, la parte più debole viene colpita e insorge la malattia. Uno stato di intossicazione cronica che avvelena non solo il corpo ma compromette anche i suoi organi e le sue funzioni vitali. Se si ingerisce della droga, fumo, caffè ecc. viene ad instaurarsi una sorta di intossicazione organica che si ripercuote non solo sul piano fisico ma la mente: i pensieri diventano labili. Il cervello, se nutrito con sangue impuro genera idee pericolose.

Le proteine causano aumento di cortisolo nel sangue con conseguente calo della memoria. Il celebre studioso Tennis J. Selkoe a tal proposito afferma: “Quando nell’encefalo si accumulano quantità eccessive di proteina amiloide, può insorgere la malattia di Alzheimer..In regime ipoproteico la situazione migliora”.

La mente ed il pensiero hanno un enorme effetto sulla chimica del corpo e sul funzionamento degli organi e delle ghiandole fino ad alterare la struttura chimica. I pensieri hanno effetti positivi o negativi sul DNA e possono far ammalare o guarire. In un esperimento fu posto del DNA in un contenitore, questo cambiava forma a seconda dei pensieri e delle emozioni del donatore.

Un professore della Harvard University ha dimostrato l’effettivo potere terapeutico del placebo. Un esperimento fatto su pazienti positivi all’HIV rivelò che la resistenza ai virus e ai batteri era 300 volte superiore nei pazienti che sperimentavano sentimenti di amore, gratitudine e apprezzamento. L’acqua risulta strutturalmente cambiata dall’azione del pensiero; anche le piante reagiscono in modo positivo o negativo all’azione del pensiero.

Il glucosio è carburante essenziale per il nostro cervello che ne consuma 200 gr al giorno per dare l’energia necessaria alla circa 200 miliardi di cellule cui è formato. Questo combustibile è ricavato solo, ed esclusivamente dagli alimenti di origine vegetale (eccetto per il latte). Tra i più importanti neurotrasmettitori che agiscono sulla cellula nervosa vi è il triptofano, la dopamina, la serotonina e altri. Il triptofano, per mezzo di un enzima si converte in serotonina. Il triptofano si trova non solo nei semi in genere e nei legumi in particolare ma anche nella verdura e nella frutta.

Assumendo questi alimenti il neurotrasmettitore serotonina favorisce il sonno, il superamento degli stati d’ansia e depressione ecc. Questo è stato confermato dal dr. Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione, primario di Unità Operativa di medicina e terapia di base: “Il triptofano la cui presenza nel cervello è legata al tipo di dieta seguita, genera la serotonina, il neurotrasmettitore della gioia, della serenità del gioco. Gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra, influenzano la concentrazione di triptofano nel cervello aumentandone la disponibilità ad essere trasformato in serotonina. Mentre un pasto proteico di origine animale riduce la presenza di triptofano nel cervello perché con il triptofano, presente negli alimenti di origine animale, aumentano nel contempo altri due aminoacidi, la leucina e la tirosina, in misura maggiore rispetto al triptofano il quale giunge nel cervello in dose più basse provocando una diminuzione della serotonina”. Per contro i vegetali per il loro alto contenuto di amidi e fibra favoriscono la concentrazione di triptofano nel cervello consentendone la trasformazione in serotonina, neurotrasmettitore che favorisce uno stato di calma, di serenità, di socievolezza.

Uno studio pubblicato sulla rivista “La clinica dietologica” ha messo in evidenza la relazione esistente tra adrenalina e noradrenalina (sostanze predisponenti l’aggressività) e un’alimentazione ricca di proteine. La carne, i formaggi ed i legumi ricchi di fenilalanina e tirosina, aminoacidi precursori di due principi ormonali, sono tra i maggiori imputati. Anche un eccesso di zuccheri e di colesterolo nel sangue sono stati ritenuti predisponenti la lite e la violenza.

Seneca faceva notare che tra i mangiatori di carne si trovano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassinii, gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra sono caratterizzati da comportamenti miti e socievoli. Già gli antichi Sufi sostenevano che l’uomo è ciò che mangia ed in base a questo è ciò che pensa, concetto ripreso da Giovenale “Mens sana in corpore sano”, cioè la mente non può essere sana se il corpo è inquinato, ribadito poi dal filosofo Feuerbach e nel 1728 dal dr. Bartolomeo Beccari. Questo aspetto è confermato anche oggi scientificamente dalla biochimica dei neurotrasmettitori che spiega le radici alimentari dell’aggressività umana.

I vegetali inducono il ritmo di base “alfa” che caratterizza un cervello cosciente e vigile accompagnato da un senso di benessere generale analogo allo stato di meditazione che permette all’individuo di entrare in contatto con le realtà più profonde della sua vera natura favorendo immaginazione e creatività. Inoltre, sotto l’aspetto bio-energetico l’alimentazione carnea abbassa le frequenze energetiche dei chakra, l’energia diventa più densa e scorre più lentamente, le persone tendono ad essere più aggressive e tese, perché vengono sollecitati i chakra istintuali. L’alimentazione vegetariana invece consente la depurazione dell’organismo che si ripercuote sui chakra che alimentano l’aspetto mentale e spirituale: l’energia della persona diventa più armonica ed equilibrata, aumenta la vibrazione complessiva e ci si avvicina al piano delle percezioni superiori.

Ogni aminoacido dei circuiti cerebrali viene sintetizzato nel cervello a partire da un aminoacido precursore. E’ possibile aumentare o diminuire certe funzioni cerebrali, introducendo con la dieta certi aminoacidi in misura maggiore o minore degli altri. Molto importante è l’aceticolina, da cui dipenderebbero lucidità di pensiero e memoria il cui precursore, la colina, si trova nel lievito di birra, nei legumi, specie nella soia, nel germe di grano e in tutti i semi oleosi.

INTERAZIONE TRA CIBO E MENTE

La nostra mente può interagire con la materia: questa è la sorprendente scoperta di alcuni scienziati a convalida della ipotesi di L.M. Taggart, che nel suo saggio Scienze noetiche, afferma che “Il pensiero se ben indirizzato può influire sulla crescita delle piante, nelle reazioni chimiche nel corpo umano, persino nella struttura cristallina di una corpo nella fase della sua formazione. La coscienza umana è esterna al corpo e consiste in un’energia altamente organizzata capace di modificare il mondo fisico”.

Cibo puro, mente pura. Il cervello nutrito con sostanze pure acquista caratteristiche fisiologiche positive: il pensiero si fa più lucido e penetrante, la mente si dilata, aumenta la capacità di autocontrollo, si sviluppa un più alto livello di consapevolezza, si ha maggiore resistenza nel lavoro mentale e fisico, scompare lo stato di nevrosi, di tensione, si attenua la spinta a reagire con aggressività.

Questo è confermato dagli studi sull’attività elettrica cerebrale in cui si osserva il ritmo di base alfa connesso con il rilassamento neuromuscolare del soggetto. Modificando la dieta si influisce inevitabilmente anche sul comportamento della persona. Il pensiero, l’amore, il piacere, la memoria sono generati da reazioni biochimiche cerebrali dipendenti da nutrienti alimentari: la scelta degli alimenti influenza i comportamenti e le emozioni quotidiane. Ogni cibo entra in relazione con la nostra coscienza e con la mente. La carne nutre la nostra parte più sanguigna, terrena, materiale è portatrice di energia bassa legata all’istintualità del mondo animale.

CIBO E INTELLIGENZA

Dalla qualità del cibo dipende la capacità mentale di un individuo.

Uno studio scientifico pubblicato sul Corriere della Sera dell’ 11.09.09.    Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell’Istituto di Biochimica e Biologia Molecolare I della Heinrich-Heine University di Düsseldorf, e pubblicato ad agosto 2009 sul Journal of Alzheimer’s Disease. I risultati della ricerca, condotta su circa 200 persone sane tra i 45 e i 102 anni, mostrano che i soggetti che assumono in media circa 400 grammi di frutta e verdura al giorno possiedono un livello maggiore di antiossidanti, livelli più bassi di radicali liberi e, soprattutto, sviluppano abilità cognitive più performanti rispetto a chi non raggiunge i 100 grammi quotidiani di cibo proveniente dalla terra.

Lo studio, inoltre, sottolinea che l’effetto benefico di frutta e verdura è assolutamente indipendente da tutti gli altri fattori, età, sesso, peso, altezza, istruzione, profilo lipidico e livello di albumina che normalmente influenzano la quantità di antiossidanti presenti nell’organismo e lo sviluppo cerebrale.

Oltre ai ricercatori dell’Università tedesca, l’analisi ha visto la collaborazione di numerosi scienziati di tutto il mondo, tra cui alcuni membri del Dipartimento di Geriatria dell’Università di Perugia coordinati dalla prof.ssa Patrizia Mecocci.

Inoltre la dottoressa Maria Cristina Polidori, attualmente al Dipartimento di Geriatrica dell’Università di Bochum, sottolinea le conferme e le nuove conoscenze che i risultati dello studio hanno portato alla comunità scientifica: «Era risaputo che esistesse una forte connessione tra l’assunzione di frutta e verdura e le difese antiossidanti naturali del nostro organismo contro i radicali liberi. Si sapeva anche che cattive abitudini alimentari aumentano il rischio di un impoverimento cognitivo, e tendono a causare demenza. Questa ricerca mostra un legame multiplo tra frutta e verdura, difese antiossidanti e abilità cognitive. E’ vivamente consigliabile una consistente assunzione di questi elementi fin da bambini, per evitare il più possibile il rischio di demenza in età avanzata».

 

La presenza eccessiva di grassi di origine animale, di alimenti ricchi di zuccheri e di carboidrati raffinati, che contribuiscono a depositi di radicali liberi e di omocisteina, ha ripercussioni negative sulla salute del cervello. Mentre una dieta vegetariana sembra in grado di svolgere un’azione protettiva sulle malattie degenerative. (Riza, aprile 2010). Gli yogi indiani sostenevano che i carnivori non potessero raggiungere l’estasi.

MENTE E MALATTIA

I pensieri e i sentimenti influiscono su tutti i sistemi del corpo umano: nervoso, circolatorio, ormonale, riproduttivo, immunitario. Chi ha una vita stressante si ammala 2 volte di più. Lo stress può accelerare lo sviluppo di tumori latenti. L’ira rende più soggetti ad attacchi cardiaci. Anche se (come dicono gli psicologi) a combattere la malattia non è sufficiente la volontà del soggetto ma occorre che alla volontà sia associata la corrispondente disponibilità dell’inconscio. La ricerca sul cancro avverte che per il crearsi o l’aggravarsi della malattia risultano determinati i seguenti fattori:

situazioni esistenziali stressanti e quindi disperazione, disadattamento, angoscia ecc; inibizioni, frustrazioni, repressioni: meccanismi di sofferenza psicologica che possono indurre fenomeni degenerativi come il cancro. Anche l’asma bronchiale, l’ansietà cronica, gli impulsi ostili e repressi possono causare danni alle funzioni cardiovascolari.

Secondo Alexander la cronicità della tensione muscolare dovuto ad impulsi aggressivi persistenti sarebbe un fattore patogeno nell’artrite reumatoide. Un tempo i pericoli e le malattie dell’uomo derivavano dall’ambiente esterno: carenze igieniche, animali predatori e climi ostili ecc. oggi le malattie arrivano dal suo interno a cominciare dalla sua anima che avvia un processo degenerativo che si estende al corpo.

INTERAZIONE TRA MENTE, CUORE E MALATTIE

Studi recenti mettono in evidenza la relazione esistente tra cuore e funzioni cerebrali. Le buone ed armoniche relazioni con i compagni della propria vita e della propria famiglia aiuta il cuore a stare in buona salute. Uno studio durato 42 anni condotto da un gruppo di studenti ad Harvard evidenzia una correlazione tra affettività e cardiopatie:  meno affetto riceve un bambino e più è soggetto da adulto a patologie anche gravi.

Il cuore genera un campo elettromagnetico 60 volte più ampio e 1000 volte più grande di quello del cervello e si estende fino a 5 metri dal corpo, come un potente trasmettitore di onde elettromagnetiche.

Il cuore come il cervello è dotato di capacità cognitive. Tutte le informazioni chimiche (neurotrasmettitori) che sono rilevabili nel cervello possono essere rilevate anche nel cuore. Il cuore rilascia due ormoni che influenzano il cervello che influiscono su diversi organi del corpo e aree del cervello e che regolano a loro volta gli stati emotivi, influenzano la memoria, sintetizzano e rilasciano adrenalina e dopamina.

Ci sono molte più informazioni che viaggiano dal cuore verso il cervello che viceversa. Il cuore tiene sotto controllo tutto il nostro ambiente esterno ed interno ed emette frequenze di coerenza o incoerenza a seconda che viviamo momenti di gioia, serenità, pace o di tristezza, inquietudine, ira. Nei momenti di gioia e rilassamento la frequenza cardiaca è normale.

La coerenza delle vibrazioni consente al cervello di essere più ricettivo e quindi di imparare, ricordare e ampliare la comprensione, nonché creare nuove idee, mentre quando abbiamo paura, o in casi di stress, ansia, preoccupazioni, rabbia ecc. gli ormoni dello stress, adrenalina e cortisolo, attivano nell’individuo un meccanismo di difesa. In questa circostanza il talamo si chiude impedendo di cogliere tutte le informazioni sensibili diminuendo il livello di apprendimento e creatività.

Le ultime ricerche dimostrano che il campo elettromagnetico generato dai nostri cuori è in grado di interferire nell’armonia o nella disarmonia delle persone vicine. Sottoponendo ad elettrocardiogramma persone poste alla distanza non maggiore di due metri è possibile rilevare un segnale che va dal cuore di una persona al cervello dell’altra. Non solo. Se la frequenza cardiaca di una è coerente, sintonica, l’altra sintonizzerà il suo battito cardiaco con l’altra. Diversamente può succedere che l’incoerenza tenda a spezzare l’armonia dell’altra. Una persona incoerente in un ambiente può arrecare disturbo alle persone vicine e se incontra una persona che emette onde coerenti cercherà di provocarla al fine di costringere l’altra a vibrare alla stessa propria frequenza e in questo modo sentirsi a proprio agio. Per questo vi sono persone che amiamo avere vicino e altre no: la loro vicinanza induce serenità. Ma succede pure che quando gli altri si rivelano nervosi o aggressivi può succedere che siamo noi a generare questo stato di apparente incomprensibile tensione.

In realtà è il cuore il generatore della nostra vera percezione, intelligenza e capacità di relazionarci con gli altri. Succede pure che il pensiero interferisca sulla coerenza del cuore ma anche del cervello perché causa diminuzione del flusso sanguigno verso il cuore, mentre la meditazione profonda lo agevola. Studi effettuati da due importanti cardiologi (Michael Cooper e Michael Agent) hanno dimostrato che la meditazione è in grado di abbassare di un terzo il livello di colesterolo nel sangue. In realtà è il lasciarsi andare, il farsi cullare dalla corrente, la gioiosa spontaneità, la condizione più proficua e creatrice. La medicina cinese afferma che il cuore e la mente sono la stessa cosa e in grado di influenzarsi reciprocamente. (Spunti tratti da un articolo di Carla Hannaford. Terra Nuova 11.2010)

FENOMENI PSICOLOGICI CHE POSSONO INFLUIRE SULLA NUTRIZIONE

Le cattive notizie, l’angoscia, la paura sospendono l’appetito, la, gioia, eccitazione, ansietà, cattivo umore, ostilità, preoccupazioni ed altre forti emozioni sopprimono non solo la fame ma anche la secrezione dei succhi gastrici. Le secrezioni digestive sono influenzate dalle emozioni e dagli stadi d’animo, esercitano una fortissima influenza su tutti i processi digestivi. La secrezione psichica e quella dei succhi digestivi viene prodotta in risposta a certi stati mentali, emotivi, di piacere o di dolore. Il succo gastrico e salivare è influenzato dai fattori psichici. Chi è in stato di gioia o di benessere digerisce meglio. Forti emozioni, come paura, rabbia, odio, rancore, furore ecc. bloccano i movimenti ritmici delle pareti dello stomaco. Il dolore indebolisce la secrezione del succo gastrico e blocca la secrezione psichica. Non solo le forti emozioni negative ma perfino le gioie troppo grandi possono inibire la secrezione psichica. Infatti le persone affette da psicosi-maniaco-depressiva hanno secrezioni psichiche scarse o trascurabili.

L’eccitazione mentale, l’alcol, le sostanze eccitanti indeboliscono l’organismo, abbassano la vitalità e le capacità digestive. Shocks emozionali, come la perdita di una persona amata o una perdita finanziaria, generano malattie perché in quel momento si abbassano le difese immunitarie dell’organismo e questi stati vengono superati solo se l’individuo è in buona salute.

Tutti gli stati d’animo e le emozioni si riflettono su tutte le cellule e le funzioni del corpo. Le emozioni negative generano disarmonia nelle funzioni fisiche del corpo. L’uomo collerico riversa un torrente di rabbia nel circuito delle sue cellule, distrugge le strutture dei tessuti e la loro forza vitale. Molti interventi chirurgici possono essere evitati se vengono rimosse le cause mentali ed emozionali che le hanno generate.

EMOZIONI E MALATTIE CORRELATE.

 

Tutti gli stadi della coscienza sono determinati dalla condizione organica. Infatti, le emozioni riescono a variare la circolazione del sangue provocando la dilatazione o la contrazione delle piccole arterie. Con l’aumento o la diminuzione della circolazione locale le emozioni agiscono e influenzano tutte le ghiandole accelerando o ritardando le loro secrezioni fino a modificare le stesse attività chimiche.

Le emozioni mettono in moto dei meccanismi complessi, per esempio quando si subisce un attacco di paura o panico le ghiandole secernono adrenalina, questa fa aumentare la pressione sanguigna e la rapidità della circolazione. Sentimenti come l’odio, la gelosia, la paura se persistono possono arrivare a provocare dei cambiamenti organici e quindi delle vere malattie.

 

Le forti preoccupazioni danneggiano la salute. Addirittura, i grandi dolori, l’inquietudine persistente favoriscono lo sviluppo del cancro. Gli umori determinano negli individui più sensibili notevoli modificazioni dei tessuti e degli umori. I capelli di una donna belga condannata a morte dai tedeschi divennero improvvisamente bianchi nella notte precedente l’esecuzione. Uno choc morale può produrre delle modificazioni notevoli nel sangue. Un grande spavento può determinare riduzione dei globuli bianchi e diminuzione del tempo di coagulazione del plasma sanguigno. In sostanza, il pensiero può causare lesioni organiche. L’angoscia della vita moderna, l’incertezza, l’insicurezza creano stati della coscienza che provocano disordini nervosi e strutturali dello stomaco e dell’intestino, un alterato ricambio e un passaggio dei microbi nella circolazione. Le coliti, le infezioni dei reni e della vescica sono l’effetto degli squilibri mentali e morali. Infatti queste malattie sono quasi del tutto sconosciute tra le popolazioni dove la vita è rimasta semplice  e dove l’inquietudine è meno pressante. Allo stesso modo, coloro che sanno conservare la calma interiore, in mezzo al tumulto della vita moderna, sono al riparo dai disordini nevrosi e viscerali.

LE CAUSE ANTROPOLOGICHE DELLA VIOLENZA UMANA.

L’inclinazione alla violenza dell’uomo non ha solo radici biochimiche ma anche morali in quanto ogni azione coinvolge la sfera emotiva dell’individuo. Ma come può essere successo che l’uomo, senza gli attributi anatomico-fisiologici tipici degli animali predatori (corna, zanne, artigli e repulsione alla vista del sangue), che si sia poi trasformato nella creatura più agguerrita e crudele, capace di macchiarsi di crimini orrendi, di stragi, di genocidi anche verso i componenti della sua stessa razza ed è diventato un disgustoso mangiatore di cadaveri?

A mio avviso i nostri progenitori fruttariani nell’ultima glaciazione Wurm III dell’era quaternaria nel periodo chiamato pleistocene, circa un milione di anni fa, dopo che le foreste si erano trasformate in savane, furono costretti a vivere anche di sciacallaggio, cioè mangiare i resti degli animali predatori, ma col tempo impararono a cacciare e quindi ad uccidere direttamente gli animali e a mangiare il corpo sanguinolento e palpitante di un animale appena ucciso. Si abituarono alla vista del sangue e alla morte violenta e la sfera “emotiva,” che con l’evoluzione si stava sviluppando nella coscienza della specie, andò scemando fino a restare circoscritta solo a quelli della sua stessa razza e ne rallentò, se non precluse del tutto il suo stesso sviluppo. L’ominide aveva imparato ad uccidere e l’azione inizialmente sporadica si ripeté ogni qualvolta vi fu la necessità di difendere il proprio pasto, la propria pozza di acqua, il proprio giaciglio, la propria compagna. Il danno nella sua coscienza era stato irrimediabilmente compiuto e, con l’uso della violenza, a pagarne le conseguenze furono anche quelli della sua stessa razza nei confronti dei quali era ormai capace di mettere in atto le stesse azioni distruttrici: l’uccisone di animali aveva decretato la morte della sensibilità umana.

Quando l’essere umano in maturità e coscienza rifiuterà la violenza, l’aggressione e il predominio come espressione vitale, quando avrà la consapevolezza che ciò che determinò le sue azioni violente non è più giustificabile dalla spinta alla sopravvivenza (dal momento che oggi l’uomo può benissimo assicurare il suo sostentamento attraverso alimenti che non richiedono l’uccisione e spargimento di sangue) allora tornerà alla sua antica natura di animale mite e pacifico.         Anche perché la violenza sugli animali, come affermava il filosofo Orazio, è il tirocinio per ogni crudeltà nei confronti dell’uomo.

L’umanità per migliorare la sua condizione non ha bisogno tanto di scienziati, letterati, politici, economisti, matematici, medici quanto di uomini che siano principalmente buoni, giusti e sensibili alle necessità dell’altro, capaci di cooperare fraternamente e di condividere le necessità vitali del prossimo. Perché se un uomo non è un ottimo professionista può non essere un elemento negativo, ma se è fondamentalmente cattivo è sicuramente una sventura. Non vi è delitto, infatti, o ingiustizia che non sia collegabile alla coscienza degli uomini; non v’è raggiro, inganno, interesse di parte, sete di potere, sfruttamento che non sia correlato alla sfera morale degli individui, come non v’è contrasto che non potrebbe essere risolto se l’uomo fosse più ricco di sentimenti.

I crimini commessi dall’uomo, incominciando da Caino, che hanno reso questo mondo un luogo di dolore, i problemi che affliggono da sempre l’umanità e che impediscono di realizzare l’armonia sociale, non sarebbero stati commessi se l’uomo fosse stato semplicemente più buono e più giusto. Se tutti i tiranni avessero avuto un cuore più giusto e sensibile come avrebbero potuto macchiarsi dei loro crimini? La stessa schiavitù umana sarebbe stata bandita. Se i soldati di tutti gli eserciti avessero un cuore buono ed una coscienza sensibile alla sofferenza dell’altro, se sapessero immedesimarsi sino a condividere il dolore che causano, come potrebbero uccidere il loro fratello?

Il male supremo della guerra sarebbe eliminato. Se coloro che detengono il potere politico ed economico a livello mondiale avessero un cuore buono ed una coscienza sensibile all’altrui condizione come potrebbero sopportare l’idea che qualcuno stia soffrendo la fame, la miseria, le malattie? Coloro che violentano, stuprano, calunniano, come potrebbero nuocere al prossimo se il loro cuore e la loro coscienza fosse in grado di condividere la sofferenza del prossimo? Come potrebbero causare violenza fisica, psicologica o morale? Il ladro, come potrebbe appropriarsi di ciò che non gli appartiene se avesse una coscienza in grado di condividere il dolore della sua vittima?

Ogni delitto contro gli animali come potrebbe essere commesso se colui che lo commette avesse un animo sensibile? Se una persona pensa sia una cosa giusta, naturale, lecita mangiare la carne, per coerenza dovrebbe avere il coraggio di vistare un mattatoio e portare anche i suoi bambini in modo da sappiano a chi apparteneva quel pezzo di cadavere che hanno nel piatto. Pochi mangerebbero la carne se dovessero uccidere con le proprie mani l’animale di cui mangiano il corpo. L’incoerenza e l’ipocrisia umana sono ciò che maggiormente precludono l’evoluzione integrale dell’uomo.

Come può l’umanità liberarsi delle ingiustizie, dalla violenza e dalla guerra se giornalmente ognuno che mangia la carne si rende responsabile di ingiustizia, di violenza e di sopraffazione? Se un uomo è indifferente alla sorte crudele cui condanna migliaia di animali innocenti per il piacere del suo palato, come può essere un uomo giusto e capace di preparare la pace? Invece un uomo sensibile, in grado di percepire il dolore degli altri come potrebbe essere un macellaio, un vivisettore, un cacciatore, un pellicciaio, un assassino, un ladro, uno stupratore?

Come potrebbe un uomo essere ingiusto, disonesto, approfittatore se fosse educato al rispetto e alla dolcezza verso ogni essere vivente? E’ la sensibilità del cuore il vero segreto della giustizia e della pace. Chi è indifferente alla sofferenza degli animali come può essere sensibile alla sofferenza degli uomini? Chi non sa dare valore alla vita dell’animale come può dar valore alla vita degli uomini? Chi non sa apprezzare e valorizzare la perfezione e la bellezza di un organismo vivente come può dar valore a ciò che lo circonda? Chi è indifferente al pianto di un animale come potrebbe essere sensibile al dolore degli uomini? Chi non sente la disperazione di un animale braccato, imprigionato, torturato come può comprendere l’angoscia del suo simile?

Gli uomini, mettono a tacere la voce della propria coscienza perché separano l’animale dall’uomo. Dicono: “Che centra, l’animale è una cosa, un’altra è l’essere umano”. Ed è questo ciò che giustifica ogni crimine nei confronti degli animali. Il filosofo Max de Saxe affermava:“Finché gli uomini continueranno ad uccidere gli animali essi non cesseranno nemmeno di uccidersi tra di loro: il mondo animale si vendica dell’umanità forzandola nelle guerre a divenire carnefice di se stessa”, e sullo stesso concetto diceva, mentre Artur Shophenauer asseriva: “La pietà verso ogni essere vivente è la prima valida garanzia per il buon comportamento dell’uomo”.

COSCIENZA E RISPETTO

E’ la coscienza degli individui a fare la storia la qual coscienza si esprime a seconda del suo stato evolutivo ed è influenzata dalla condizione mentale, fisica e spirituale del soggetto. Se nel corso dei millenni l’individuo non ha sviluppato la sua sfera emotiva è perché ha limitato questo sentimento solo ai suoi simili e spesso neppure a questi. Ma se un padre di numerosi figli insegna a rispettare solo ed esclusivamente il primogenito e nel contempo autorizza, anzi spinge, gli altri componenti, ad usarsi tra di loro ogni sorta di sopruso e di violenza, non si può certo pretendere che questi siano poi sensibili, rispettosi e gentili nei confronti del primogenito. Se ad un soldato viene insegnato a rispettare solo ed esclusivamente il generale difficilmente sarà incline al rispetto anche dei suoi parigrado.

SENSIBILITÀ DEI VEGETARIANI

Nel giugno del 2010 ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE – Direttore: Prof. Giancarlo Comi) del San Raffaele di Milano in collaborazione con la Divisione di Neuroradiologia dello stesso Istituto e le Università di Ginevra e Maastricht, hanno scoperto che i vegetariani provano una diversa empatia verso la sofferenza umana ed animale rispetto ad individui onnivori. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale PLoS One, condotto e coordinato dal Dott. Massimo Filippi e dalla Dott.ssa Mara Rocca, ha dimostrato che l’attività encefalica degli individui che hanno deciso di escludere dalla loro dieta (in parte o completamente) l’utilizzo di derivati animali per ragioni etiche, coinvolge differenti circuiti neurali davanti a scene di sofferenza umana o animale rispetto a quanto accade in chi non ha compiuto tale scelta.   Gli autori della ricerca hanno studiato 20 soggetti onnivori, 19 vegetariani e 21 vegani durante la visione di immagini di esseri umani o animali in situazioni di sofferenza. Gli scienziati hanno evidenziato, tramite risonanza magnetica funzionale, che rispetto a soggetti onnivori, i vegetariani e i vegani presentano una maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello associate allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici, indipendentemente dal fatto che le scene di sofferenza prevedessero il coinvolgimento di umani o di animali.

Lo studio ha inoltre evidenziato alcune differenze fondamentali tra vegetariani e vegani. Durante l’esperimento, i vegetariani presentavano una maggiore attivazione del cingolo anteriore connesso con strutture del sistema limbico e prefrontali. La sua aumentata attivazione nei vegetariani potrebbe riflettere una maggiore attenzione verso gli stimoli presentati nel tentativo di controllarne l’impatto emotivo. I vegani attivavano invece maggiormente il giro frontale inferiore, bilateralmente. Quest’area cerebrale si ritiene essere coinvolta non solo in processi inibitori durante stimolazioni cognitive ed emotive, ma anche in fenomeni di condivisione delle emozioni. Tale pattern di attivazione potrebbe indicare una tendenza da parte di individui vegani ad identificarsi non solo con gli esseri umani, ma anche con gli animali, al fine di comprenderne le emozioni e di condividerle.

Questi risultati dimostrano la presenza di una maggiore risposta empatica alla sofferenza intra- e inter-specifica in soggetti vegetariani e vegani rispetto a individui onnivori e suggeriscono che alle loro preferenze alimentari e alle loro attitudini morali corrispondano differenti livelli di attività di reti neurali encefaliche connesse con il processamento delle emozioni e dei sentimenti.

Afferma la Dott.ssa Mara Rocca, ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE), Istituto Scientifico Universitario San Raffaele: “Globalmente, questi risultati rinforzano quelle visioni che considerano l’empatia come un mezzo di condivisione delle emozioni e delle sensazioni tra individui diversi, condizione che sta alla base del comportamento sociale. Una delle caratteristiche principali della vita di comunità è infatti la capacità di identificarsi con i propri con-specifici e di attribuire loro particolari stati d’animo.” Conclude il Dott. Massimo Filippi responsabile dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE), Istituto Scientifico Universitario San Raffaele:“Il presente studio dimostra inoltre che negli umani esistono circuiti neurali che si attivano nel momento in cui sentimenti empatici vengono estesi anche ad individui di altre specie che condividono con noi la capacità di soffrire.

Popolazione pacifiche. Le sole popolazioni che abbiano costruito una società molto pacifica, volta alla cooperazione sono alcune tribù dell’Africa o gruppi di Indios nel Brasile o gli Indio Piaroa in Venezuela che per tradizione sono vegetariane.

L’INDIVIDUO E LO STATO

Se l’individuo si esprime in modo antitetico rispetto alle norme del buon comportamento, se si macchia di reati o crimini la colpa non è da attribuire soltanto al soggetto, a causa del suo libero arbitrio, o a fattori genetici, ma anche agli organi di formazione dello Stato il quale ha il preciso dovere, al pari dei genitori, di educare i componenti la sua famiglia a quelle regole civili e morali che pretende poi siano messe in atto dai suoi cittadini. Altrimenti lo Stato, come lo stesso capo famiglia, non ha il diritto di chiedere comportamenti armonici e positivi ai suoi componenti. Se un genitore si preoccupa solo degli alimenti e trascura di educare i suoi figli alle regole di un corretto vivere civile, questi cresceranno inevitabilmente senza regole morali.

Lo Stato non può pretendere dai suoi cittadini valori morali che egli non ha loro trasmesso; non può chiamare l’individuo a rispondere di ciò che non possiede a causa di carenze genetiche o inadempienze da parti di chi aveva il dovere di infondergli certi valori. Un padre di famiglia assente o irresponsabile non può chiedere ai suoi figli comportamenti corretti se egli non si è preoccupato di insegnare loro questi valori.

Più l’individuo è povero, debole e ignorante è più è facilmente ricattabile e manovrabile. La salute umana non rende, mentre la malattia da sostentamento ad un numero sconfinato di persone: eserciti, polizie, tribunali, carcerieri, medici, infermieri, ricercatori ecc. Finché l’uomo sarà cattivo e ammalato avrà bisogno dei dottori del corpo e dell’anima. Per questo bisogna rendere l’uomo capace di autodeterminare la propria esistenza, far capire che le guerre nascono nel cuore della gente e si manifestano prima nei mattatoi e poi nei campi di battaglia e che solo la cultura delle cause dei problemi e del senso critico costruttivo unite alla forza della gentilezza di un cuore aperto alla condivisione universale può dare all’uomo gli strumenti per realizzare un mondo migliore.

LO SPIRITO

Ogni tradizione spirituale ha posto l’accento per gli Iniziati sull’importanza di un particolare tipo di alimentazione in genere priva di carne. Anche Gesù, nel Vangelo Esseno della pace, si sofferma sull’importanza delle scelte alimentari: “Non uccidete gli animali innocenti e non mangiate la loro carne affinché non diventiate schiavi di Satana. Mangiate solo ciò che si trova sulla tavola di Dio: i frutti degli alberi, i grani e le erbe dei campi…ogni altro alimento proviene da Satana e porta al peccato, alla malattia, alla morte. Al contrario il ricco nutrimento che troverete sulla tavola del Signore dà al vostro corpo forza e giovinezza. Mangiate lentamente come fosse una preghiera che rivolgete al Signore. Tutto quello che mangiate nella tristezza, nella collera o senza desiderio, si trasforma in veleno nel vostro corpo”.

Il teosofo americano C.W. Leadbeater sostiene che l’alimentazione vegetariana è l’unica che consenta un’indispensabile purificazione del corpo a chi intende “prendere posto fra le falangi gloriose che si sforzano di raggiungere la perfezione, onde aiutare l’evoluzione dell’umanità”. Secondo Leadbeater, è un’eresia dire che la questione dell’alimentazione ha poca importanza dal lato occulto, perché, in realtà, tutte le scuole di occultismo antiche e moderne sostengono che “l’assoluta purezza è indispensabile al vero progresso, tanto sul piano fisico quanto sui piani più elevati”.

Riferendosi ai quattro corpi dell’essere umano di cui parla la Teosofia (fisico, eterico, astrale e dell’Io), Leadbeater afferma che essi, pur trovandosi su piani diversi, sono in comunicazione tra loro, per cui, essendo la carne il nutrimento più grossolano, chi se ne ciba avrà anche dei corpi superiori composti di materia più grossolana, impura. Tra l’altro, ottundendo la sensibilità; l’alimentazione carnea è anche di ostacolo allo sviluppo di percezioni extrasensoriali. I veri chiaroveggenti, afferma Leadbeater, devono essere tutti vegetariani.

Secondo altri Maestri, il fatto di cibarsi di carne risulta dannoso anche per chi intende praticare la meditazione, perché le energie negative che si assorbono quando si assimila la carne di animali brutalmente uccisi impediscono una perfetta armonizzazione delle proprie energie con quelle dell’universo. Tutti i grandi yogi indiani, infatti, si astenevano dalla carne. Secondo tali yogi l’uomo è formato da un corpo fisico-astrale-spirituale. Il corpo astrale è sensibile alla condizione di quello fisico. La purezza del corpo astrale dipende dalla condizione di quello fisico. Gli inquinanti e le tossine rendono il corpo astrale più denso, sono non solo dannosi per l’organismo fisico ma permettono alla natura bassa dell’animale di agire sul corpo in modo tale da inibire le influenze di natura più alta che elevano spiritualmente.

 

Come il corpo fisico anche gli altri corpi hanno bisogno di essere alimentati e richiedono per il loro sviluppo particolari energie che l’organismo deve sintetizzare a partire dall’alimentazione.

La carne degli animali uccisi emana radiazioni di terrore, quando l’individuo consuma simili alimenti riceve tali particolari emanazioni dai piani inferiori.

COME FAVORIRE LO SVILUPPO DEI QUATTRO COMPONENTI

Se vuoi ottenere quello che non hai mai ottenuto devi fare quello che non hai mai fatto.

 

Intervenire su se stessi, uniformare la propria natura a ciò che è giusto e non a ciò che piace a se stessi; superare i propri limiti, mettere al primo posto l’ideale del bene universale ed impegnarsi ad essere ogni giorno migliori, questo è ciò che favorisce

la realizzazione integrale dell’essere umano.

In sostanza, per favorire la propria integrale realizzazione avere come punto di riferimento la salute fisica degli igienisti, la logica dei filosofi, l’intelligenza degli scienziati, la sensibilità dei poeti e il misticismo degli asceti. Prediligere una sola di queste componenti si finisce col trascurare inevitabilmente le altre componenti impedendo la vera realizzazione dell’uomo. In particolare:

 

Il corpo. Attraverso la corretta alimentazione adatta al nostro organismo, fatta prevalentemente di frutta, verdura, germogli, cereali integrali, tuberi e semi oleaginosi, nonché uno stile di vita improntato alla sobrietà, tutte le funzioni organiche del nostro organismo tornano a funzionare come la natura aveva previsto e stabilito. Questo consente di vivere in ottima salute e di allungare il periodo della vita. L’esercizio fisico, il contatto con la natura e le profonde respirazioni risultano essere attività fondamentali. Le cause delle malattie del corpo vanno sicuramente ricercate nel cattivo stile di vita e nel modo errato di alimentarsi: una macchina progettata per funzionare a benzina se nel serbatoio viene aggiunto anche del gasolio la sua durata sarà limitata e la sua vita piena di problemi.

 

La mente. Per sviluppare pensieri positivi è necessario allontanare dalla nostra mente ogni concetto che genera rancore, antipatia, odio, vendetta, invidia, disprezzo, desideri sfrenati e poi meditare sui grandi interrogativi della vita, sviluppare il senso critico costruttivo, fare esercizi di concentrazione, chiedersi sempre il motivo delle cose, informarsi attraverso la lettura cercando di ritenere ciò che si legge, non accettare passivamente le opinioni degli altri specialmente quando possono condizionare la nostra esistenza: il dubbio fa progredire molto più delle certezze. La conoscenza libera l’uomo e lo rende forte e artefice del suo destino.

 

La coscienza. Diceva il filosofo Simon Weil: “La compassione è un miracolo più grande del camminare sulle la acque”. Come ogni altro componente l’entità umana la coscienza deve essere coltivata per svilupparsi. La sfera emotiva, la sensibilità del cuore, la ricchezza dei sentimenti, si sviluppano attraverso l’empatia e nella volontà di immedesimarsi nelle necessità vitali degli altri, nel condividere la gioia ed il dolore del prossimo. Questo è fortemente agevolato dall’osservazione attenta di ciò che ci circonda, dalla capacità di valorizzare il piccolo, il semplice il minuto. Stupirsi delle semplici cose del creato, della stupefacente realtà del cosmo; imparare a valorizzare la meravigliosa complessità di qualunque organismo vivente: la magnificenza di un albero, la bellezza di un uccello, lo splendore di un fiore, i suoi colori, il suo profumo, il lavoro dell’ape, della formica, la maestosità dell’elefante, la purezza dell’acqua, la grandiosità degli oceani, l’incanto degli occhi di un bambino, l’umiltà del filo d’erba.

Se le nuove generazioni saranno educate ad apprezzare la bellezza del “piccolo,”ad amare, a rispettare la sacralità della Vita in tutte le sue espressioni, valorizzandolo per il suo intrinseco valore, se saranno in grado di condividere le necessità vitali degli altri esseri viventi e capire che tutto ciò che esiste dipende dalla simbiosi armonica tra tutte le cose, inevitabilmente si svilupperà nella loro natura una coscienza sensibile, solidale e compassionevole in grado di amare e rispettare anche gli esseri umani e così porre le basi per un mondo finalmente libero dalla violenza, dalla malattia e dal dolore. Lasciandosi coinvolgere emotivamente l’uomo amplia i suoi livelli di coscienza e sviluppa la sua parte migliore.

Lo Spirito. Lo sviluppo della parte spirituale dell’uomo si attua attraverso il riferimento costante verso un ideale superiore che in se racchiude l’idea della realizzazione integrale di se stessi attraverso l’armonia, la bellezza, il bene, la gioia, la vita. L’individuo diventa ciò che desidera profondamente. Identificandosi nell’ideale oggettivo, positivo, armonico, l’essere umano tende ad uniformarsi a tutto ciò che di positivo, armonico e di edificante vi è nelle sue migliori aspirazioni e che non trovano compimento nella dimensione terrestre.

La componente spirituale dell’entità umana si identifica nella ricerca del bene e della felicità totale, nel desiderio di esistenza anche dopo la morte. Il tendere alla perfezione dell’ideale cui cerchiamo di uniformarci è ciò che impegna a migliorare noi stessi. Credere in un ideale di amore e di giustizia universale, lottare gratuitamente per il bene dell’altro, questo è ciò che ci fa crescere spiritualmente.

Credere poi nell’esistenza di Dio, come entità suprema spirituale ma reale e onnipotente, artefice di tutte le cose e capace di realizzare le nostre aspirazioni, porta a sviluppare in noi la forza della fede, componente imprescindibile per il raggiungimento di qualunque obiettivo. Attraverso la preghiera l’essere umano “assorbe” in se stesso ciò che l’Entità è e rappresenta e lo rende capace di “muovere le montagne”

L’importanza dell’astinenza della carne considerata come condizione imprescindibile per raggiungere le vette della spiritualità è stata fin dai tempi più antichi raccomandata dai grandi iniziati, mistici e santi di ogni tempo e paese, parte dagli antichi Veda e arriva fino a noi attraverso il pensiero di Leonardo da Vinci, Gandhi, Capitini ecc. Tale concetto viene messo in atto dall’Induismo, da Krisna, dalla tradizione Indiana, dai Brahmani, dal Buddismo, dallo Zoroastrismo, dal Taoismo, dallo Jainismo, anche da alcune frange dell’ Ebraismo, e successivamente anche dai santi Sufi dell’Islamismo; dagli antichi Egizi, dall’Orfismo, dai Misteri Eleusini, dagli Oracoli Caldei, dai Pitagorici, dagli Stoici, dai Neoplatonici, da Ermete Trismegisto, dai Padri della Chiesa cattolica d’Oriente e d’Ocidente, e quindi dai primi cristiani, da molte sette spirituali e comunità religiose al tempo di Gesù, da molti se non tutti gli Ordini monastici; lo stesso concetto è evidente nei Vangeli apocrifi in particolare nel Vangelo Esseno della pace, nel Vangelo dei 12 apostoli, e soprattutto nelle Pergamene del Mar Morto rinvenute nel 1947 a Qumran una località dove visse la comunità degli Esseni, ed infine nel pensiero dei più grandi filosofi e uomini di scienza come Aristotele, Platone, Socrate, Cicerone, Darwin, Einstein, Euripide, Goethe, Ippocrate, Marco Aurelio, Nietzsche, Orazio, Ovidio, Schopenhauer, Seneca, Schweitzer, Socrate, Spinosa, Virgilio ecc.

Relazioni ed influenze

Ira, collera ecc.: fegato

Gioia ecc.: cuore e intestino

Pensiero ecc.: stomaco

Tristezza ecc.: polmoni e intestino

Malattie correlate

Cardiopatie: dimensione intima, paura d’amare ecc.

Dolori lombari: preoccupazioni finanziarie ecc.

Patologie ematiche: conflitti in famiglia ecc.

Cancro: problemi a livello emotivo ecc.

CONSIGLI DI BUON COMPORTAMENTO

“Io sono la causa della mia malattia e l’artefice della mia guarigione”.

–          Non delegare ad altri il tuo benessere e la tua salute: sii artefice del tuo stesso destino.

–          La cosa più importante della nostra esistenza è quella di quella di riequilibrare le energie di mente, corpo e spirito.

–          L’incapacità di perdonare e di giustificare prosciuga le nostre energie.

–          All’origine della malattia c’è una crisi spirituale, e di conseguenza mentale e fisica.

Metodi attuativi

La prima e più importante prevenzione contro le malattie è l’equilibrio interiore.

Di che natura è l’equilibrio che si è rotto? Per quale causa? Trauma, rancore, alimentazione…

La guarigione non è un evento passivo ma un’esperienza da vivere consapevolmente.

Le sfide e le prove della vita sono una prova e simbolo da comprendere.

Capire ciò che ci fa perdere potere, che prosciuga le nostre energie.

Pensare a se stessi come ad esseri energetici oltre che fisici.

Non aspettare di ammalarsi per prendersi cura di se stessi.

Individuata la causa e modifica lo stile di vita che ti impedisce di guarire.

Abbi la consapevolezza che tutte le malattie possono essere guarite.

In ogni debolezza si riflette il lato oscura della nostra natura.

Segui il flusso del cambiamento incessante delle cose invece di ostacolarlo.

Non affidare a nessuno il compito di renderti felice.

Ogni ostacolo è soprattutto una prova che contiene un messaggio.

Vivi con entusiasmo nel presente, apprezza il valore delle cose e sii grato alla vita.

Impegnati a superare i tuoi limiti e ad essere oggi migliore di ieri.

Ricordati che ogni errore se paga con una sofferenza

e che non vi è pensiero o azione che non abbia i suoi effetti universali.

Nel bene dai per primo l’esempio e sii ogni giorno migliore.

Cerca di non fare mai lo stesso errore.

Vivi come se ogni tua azione dovesse essere commessa davanti a tutti.

Ogni giorno la vita ti rinnova la possibilità di essere migliore.

Male è tutto ciò che si oppone alla vita.

L’indifferenza verso il dolore altrui è il vero cancro del genere umano.

Quando un uomo non vuole fare il suo dovere tira in ballo le mancanze degli altri.

La maggior parte degli uomini passa la vita a dire

ciò che gli altri dovrebbero fare per migliorare le cose.

Il male si genera più dall’indifferenza dei molti che dalla violenza dei pochi.

Ogni errore si paga con una sofferenza.

Non pretendere più di quanto sai dare.

Ti ama veramente colui che ti vorrebbe migliore.

Non è la vittoria sugli altri che conta ma il trionfo su se stessi.

Ricco non è colui che ha maggiori sostanze ma chi ha meno bisogni.

Spesso l’infelicità nasce dalla troppa ingratitudine del cuore.

Il momento più buio della notte è anche l’inizio del giorno.

Se cerchi un compagno senza difetti resterai solo.

L’amore è la follia dei saggi e la saggezza dei folli.

Fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce.

Non è la vittoria sugli altri ciò che conta ma il trionfo su se stessi.

La dolcezza è un tratto divino: nulla è più forte della dolcezza

e nulla è tanto dolce quanto la vera forza.

Una lucciola riscalda più del sole quelli che la sanno guardare.

Tutte le cose parlano per chi sa ascoltare.

Un cielo troppo oscuro non può schiarirsi senza una tempesta.

Sapere senza sapere amare è niente e a volte è peggio di niente.

Bisogna aver fatto molto per capire che non si è fatto abbastanza.

La più grande disgrazia che possa capitarci è di non essere utili a nessuno.

La più grande scienza permette all’uomo di scoprire

la sua sconfinata ignoranza.

Non esiste barriera che l’amore non possa infrangere.

La verità è una luce che acceca chi non è abituato a guardarla.

Non si insegna agli uomini ad essere onesti però si insegna loro tutto il resto, intanto questi non si vantano di sapere tutto il resto

quanto di essere onesti.

Non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi.

Il solo modo di rendere felice un uomo è quello di renderlo migliore.

Il fine dell’uomo è quello di essere il più possibile simile a Dio.

Veramente spregevole non è colui che fa del male

ma chi non sa fare il bene.

Sono più le cose che ci spaventano

che quelle che realmente ci minaccia.

Equilibrio e moderazione sono sempre sinonimo di forza.

E quando cala il gelo che si vede se i pini e le querce

sono gli ultimi a perdere le foglie.

L’uomo superiore cerca se stesso, l’uomo comune cerca gli altri.

L’amore è delirio, è cascata che frange le dighe,

che scende atterrando tutto quanto non è amore.

Il viaggio più lungo è quello alla ricerca di se stessi.

Non badate a ciò che dicono gli altri ma a ciò che fanno.

Tutti vogliono cambiare il mondo ma nessuno vuole cambiare se stesso.

Tutti vorrebbero un amico ma nessuno si preoccupa di esserlo.

Se in te manca una virtù ti manca una parte di Dio.

Basta credersi migliori degli altri per diventare peggiori di tutti.

Non lamentarti che le rose hanno le spine,

pensa che le spine hanno le rose.

Siamo sordi alle parole di Dio ma pretendiamo che Lui ascolti le nostre.

E’ meglio tacere e sembrare stupidi che parlare e levare ogni dubbio.

Molti pregano per ottenere quello che vogliono,

il saggio per apprezzare quello che ha.

Vi sono pulcini che quando diventano grandi

credono che il sole si levi per sentirli cantare.

Sii breve, al giudizio finale ciò non sarà che un vantaggio.

Da cosa mangia si riconosce un uomo.

Le difficoltà sono il cammino più breve per arrivare alla meta.

La povertà è un’indisposizione momentanea

mentre la ricchezza è una malattia cronica.

La nostra colpa maggiore sta nel preoccuparci delle colpe degli altri.

La parola verità ha perso di significato

da quando la menzogna è diventata utile.

Non credo in quello che dici ma lotterò fino alla morte

per il tuo diritto a dirlo.

Se si andasse in fondo alle cose si avrebbe pietà perfino delle stelle.

Una parte degli uomini opera senza pensare, l’altra senza operare.

La salute è come la coscienza: tiene conto di tutto.

Quando gli dei vogliono punirci esaudiscono le nostre preghiere.

Tutte le volte che gli altri sono d’accordo con me

ho la sensazione di avere torto.

 

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